domenica 17 giugno 2012

Men in Black III.


Ricordo ancora quando nel lontano non ricordo quando ho comprato la mia amata ed adorata PlayStation 1 ed unitamente ai due controller marci regalavano addirittura un gioco.
- Quale vuoi?
- Men in Black, grazie.
La scelta è stata evidentemente condizionata dalla visione del film che, ricordando, mi è pure decisamente piaciuto (ah, Linda Fiorentino!).
Anni dopo, nel 2002 (questo anno lo ricordo non grazie alla mia memoria ma per un semplice dato di fatto notato, tra il 2° ed il 3° film ho letto da qualche parte che sono passati 10 anni tondi tondi e, quindi, 2012-10=2002!), mi sono nuovamente divertito guardando Men in Black II.
Sarà stato che sono cresciuto a pane e “Willy il principe di Bel Air”, sarà che Tommy Lee Jones era per me un perfetto sconosciuto (ps: pur sapendo - ora - che sono persone differenti tendo a confondere Tommy Lee Jones con Harvey Keitel, non chiedetemi il perché) ma devo ammettere che le due avventure degli uomini in nero sono forse tra i film, nel loro genere, più riusciti.
Sulla base di questi presupposti mi hipsterizzo (o hypsterizzo) mettendo gli occhialini 3D ed entro in sala per vedere il numero III.
Prima cosa che noto: “cazzo quanto è invecchiato Harvey Kei…, ehm Tommy Lee Jones!”.
La storia è interessante e non banale e diciamo pure che “la cagata” poteva tranquillamente essere all’ordine del giorno. In realtà non è propriamente stato così.
Il mix tra surrealismo, schifezza e battute (piuttosto) intelligenti è chiaramente il must della “trilogia” ed anche in questa pellicola viene confermato con successo.
Problemi ne ho invece riscontrati nell’azione. Sarà che Will Smith è ormai over 40, sarà che “Harvey Lee Jones”, come detto, è vecchierello, certo è che l’azione un po’ stenta. Ovvio ce n’è, ma ne ricordavo ed aspettavo, come dovrebbe essere per un film comico d’azione/fantascienza, molta di più.
Sarà per questo, sarà perché di gnagna ce n’è proprio poca e forse perché in settimana NON devo andare al cinema, che ho rischiato l’addormentamento almeno 3 volte.
Nel complesso, quindi, per gli amanti degli uomini in nero è un film certamente consigliato perché chiude un cerchio che difficilmente si riaprirà (vedasi nuovamente i bla bla bla in tema di età); per gli altri è un film evitabile senza rimpianti.

4 commenti:

  1. io invece non volevo andare a vederlo e sono stata trascinata con la forza e alla fine ho dovuto ammettere che mi è piaciuto. Non un filmone, ma le battute e il bel ritmo del film non mi hanno fatto per niente pesare la visione:)

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  2. Compagno di visione21 giugno 2012 11:10

    Anche a me è piaciuto...a parte il colpo di scena finale più che telefonato, praticamente un sms, che lascia due piccoli dubbi sulla sceneggiatura, tolte le cazzate sul viaggio nel tempo di cui non ho mai capito nulla, e che vado ad elencare:
    (ATTENZIONE CONTIENE SPOILERS come dicono quelli bravi)
    1 il capo della sicurezza del lancio dell'Apollo 11. Nero. Nel 1969. Mah
    2 un bambino lasciato in una macchina al sole. Di luglio. In Florida. Per non si sa quanto. Nel 1969. Ri-Mah

    P.s.: menzione di merito per Josh Brolin nel ruolo del giovane K che è più K del vecchio K

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