mercoledì 19 dicembre 2012

domenica 16 dicembre 2012

Moonrise Kingdom - Una fuga d'amore (di Wes Anderson)


Allora, allora, allora.
Attendevo da un po' il nuovo lavoro di Wes e, con sommo gaudio, posso ritenermi soddisfatto di questa romantica e problematica storia d'amore adolescenziale.
Come di consueto evito la trama (i vari MyMovies and co. vi aiuteranno a dovere) ed i commenti tecnicissimi (che non si addicono ad uno sprovveduto ignorante qual è il sottoscritto), arrivando così direttamente alle mie impressioni.
E' vero, sono di parte, tra i conoscenti ho avuto più critiche che lodi alle Avventure acquatiche di Steve Zizzou, più indifferenza che sorrisi a Fantastic Mr. Fox ed assoluta ignoranza sui Tenenbaum. Insomma, un pressoché globale: "ma chi cazzo è Wes Anderson?".
Conoscenze sbagliate e necessità di fare un repulisti, giusto.
Tornando a Moonrise Kingdom, però, beh, che dire, un altro bel colpo del regista statunitense ed un'altra casella occupata nella mia bacheca cinematografica.
Azzeccatissima la scelta degli attori (Edward Norton su tutti ed il piccolo Sam a ridosso) e fantastiche le location che ne hanno fatto da naturale contorno.
Un film che si fa vedere con leggerezza e scorrevolezza. Forse anche qualche sbadiglio ma ciò non necessariamente è un male. 1) i fattori che portano ad aprire la bocca e awwwn! sono i più disparati; 2) la surrealità di certi discorsi è centrale nelle pellicole di Anderson e, quindi, per chi le apprezza possono anche essere messi da conto (o in conto) come normali passaggi strutturali.
Ecco, forse la maniacalità con la quale sono state ricercate tutte, ma dico tutte le inquadrature è l'unica pecca del film. Mi spiego: anche la centralità del personaggio (intesa proprio come posizione e collocamento) in mezzo allo schermo alla lunga penso che possano distrarre. Nella mia mente sono stati molti i momenti nei quali ho pensato "cacchio com'è centrale la scena" facendomi così pensare ad altri momenti del film perdendo così frazioni di ciò che stava accadendo.
Poco male, è solo un piccolo - dietro a quell'8 che, a parer mio, si merita tutto.
P.s.: non so voi ma a me non è mai capitato di assistere ad uno spettacolo in una sala così gremita.


Where's Wally?

giovedì 13 dicembre 2012

cose che dovete assolutamente sapere #1

1) Ho deciso, mi faccio crescere i capelli!


2) Ho scoperto, solo dopo 2 anni che ci siamo trasferiti in questo ufficio, che il microonde é funzionante e ciò agevola notevolmente le mie buone intenzioni da risparmiatrice (leggi, genovese e quindi braccino corto) di portarmi il pranzo da casa perché così potrò spaziare tra vari piatti (tipo le lasagne della mamma preparate il giorno prima) e non limitarmi solo a panini. #legioiedellavita 

Eccezione fatta per oggi: 3) ho scoperto che il locale dove di solito mangiamo il sushi lo fa da asporto anche per il pranzo e quindi..



4) A proposito di oggi: é Santa Lucia (AUGURI SORELLA e a tutte le Lucia che ci leggono) e mia madre, da quando ho memoria, in questo giorno non mi fa mangiare né pasta né pane e qualsiasi altro farinaceo perché lei dice che alla Santa hanno cavato gli occhi e gettati in una macina.
Ora, conosco solo un'altra persona (estranea ai parenti dal lato materno) che conosce questa storia: una carissima amica che, però, é dello stesso paese di mia madre e, quindi, poco attendibile.
Ditemi che anche voi la conoscete..per favore!
Date un senso a questa mia astinenza da carboidrato!

5) Voglio iniziare a fare nella vita reale quello che mi viene tanto bene su twitter: defolloware le persone.

6) Ho una nuova dipendenza: i prodotti bio! Naturasì é diventata la mia mecca, basta con prodotti pieni di petrolato e quant'altro, da ora solo prodotti naturali! E quindi sì, inizio anch'io a fare la figa pronunciando ogni 2x3 la parola INCI. E poi io la crema per il viso di chanel la pagavo 56 euro, quella bio sui 15 (vdi punto n. 2 #braccinocorto).
Per ora ho comprato questo

7) Dopo l'allenamento di lunedì ho scoperto di avere anche questi muscoli 


e spero di recuperarne presto l'uso (anche se non so precisamente quale uso) come di tutti gli altri muscoli ANCORA OGGI indolenziti.
Gli addominali doloranti e gli starnuti non sono una bella accoppiata.


Adesso potete dormire sonni tranquilli!

martedì 11 dicembre 2012

Notizie alla rinfusa

Ho letto che italia uno sta pensando ad uno speciale per "vivere insieme la fine del mondo annunciata dai Maya". Se il programma dovesse avere seguito la fine del mondo rischierebbe di essere una speranza e non una profezia.

Ho letto che è morta la donna più anziana del mondo. Aveva 116 anni. Mi cojoni.

Ho letto che Genova ha attualmente circa seicentomila abitanti, extracomunitari inclusi e che nel prossimo futuro la Superba vedrà ridotta la propria popolazione di circa centomila abitanti, extracomunitari esclusi. Mi sono chiesto se gli extracomunitari non muoiono o se la loro morte non fa statistica.

Ho letto che Giovedì nevicherà anche a Genova. Ho realizzato che quest'anno non potrò sciare. Tanto non avrei avuto gli sci.

Ho letto che bere un bicchiere di vino a pasto fa bene. Ho letto che se bevi un bicchiere di vino a pasto per l'OMS (organizzazione mondiale della sanità) sei definibile "alcolizzato". Quale delle due notizie è la presa per il culo?

Ho letto che Kate di William e Kate è incinta.
Ho letto che due dj hanno chiamato la clinica dove si reca Kate di William e Kate fingendosi la Regina Elisabetta per avere informazioni sulla gravidanza di Kate di William e Kate.
Ho letto che l'infermiera ha creduto che fosse davvero la regina Elisabetta e ha fornito le informazioni richieste.
Ho letto che le notizie sono state divulgate e che è scoppiato un super scandalo.
Ho letto che a seguito dello scandalo l'infermiera "tontolona" si è suicidata.
Ho letto la storia più tragicomica dei miei 28 anni di letture.

Ho letto che a gennaio Preziosi farà la rivoluzione. A me basta che il Genoa continui a perdere.

Ho letto che Garrone ha dichiarato che a gennaio la samp farà un mercato fatto di scambi, senza soldi. Non ho capito dove fosse la notizia.

Ho letto che non ci sono più soldi e che i mercati sono fermi. Che Garrone abbia fatto scuola?

Ho letto che a Berlusconi non interessa lo spread. A me non interessa lui.

Ho letto che Messi ha battuto ogni record segnando 86 gol in un anno. Strano non ci sia riuscito Pozzi.

Ho letto che Strauss Kahn avrebbe pagato sei milioni di dollari alla cameriera che lo aveva accusato di stupro per chiudere la vertenza civile. Avevo letto che Strauss Kahn era stato scagionato in sede penale. Se era per pagare una scopata era più dignitoso andare a puttane.

Ho letto le tracce del parere di civile per l'esame da avvocato. Nelle buste, sarebbe stato meglio mettere le soluzioni.

giovedì 6 dicembre 2012

In un'altra vita ero Babbo Natale


Oh sì! Sono ufficialmente entrata nel consumistico tunnel natalizio.
Io AMO l’atmosfera natalizia!

- le strade illuminate;
- i negozi pieni di addobbi;
- la ricerca fino all’ultimo minuto del regalo perfetto;
- il sorteggio;
- pensare a come preparare la tavola sia quella della vigilia, sia quella del pranzo di Natale, dalla tovaglia al centrotavola, dai sottopiatti ai segnaposti, dai bicchieri alle posate;
- il camino acceso la sera della vigilia per friggere le zeppole con e senza acciughe;
- sperimentare nuovi piatti, a base di pesce naturalmente, per il cenone del 24 e sapere che il giorno dopo ci sono i tradizionali ravioli al sugo fatti da mia madre;
- quell’ipocrita buonismo che ti porta a dire a persone a caso, ma giusto perché fa molto spirito di Natale dirlo, se non ci vediamo più buon Natale;
- l’amletico dubbio: panettone o pandoro?

Insomma, mi piaccio con questo mio malinconico buonumore natalizio e non permetterò a voi, sempre pronti a ricordarmi che il natale ha perso il suo spirito originale, che ormai è solo un evento consumistico oppure a voi che in questo periodo siete tristi, depressi e continuate a sbuffare sperando che le feste passino in fretta di influenzarmi con il vostro malinconico cattivo umore e rovinarmi questo momento!

Io sono il grinch al contrario..beccatevi queste!




Natale 2010

Natale 2010

Vigilia di Natale 2010
Natale 2010
Natale 2011
Natale 2011

Verona gennaio 2012

lunedì 3 dicembre 2012

Aria di cambiamenti.


Ho cambiato stanza, in ufficio.
Sono passata da quella piccolina che dava sul cavedio e che mi obbligava a 8 ore di luce artificiale ad una più ampia, luminosa (sono da poco passate le 16 e non ho ancora acceso la luce, mi basta quella da scrivania), con una grande libreria, una spaziosa scrivania (con il piano in vetro e ad ogni ditata che ci lascio sono già lì pronta con straccio e vetril), un telefono con linea diretta che non mi serve solo per rispondere alle telefonate dello studio e ho già individuato la parete dove appendere la laurea.
Insomma, è proprio la stanza per una persona seria e professionale!

O quasi.. 




venerdì 30 novembre 2012

Torta gorgonzola e pere

Potrebbe essere una buona idea come antipasto in vista delle abbuffate natalizie o, se come me amate le torte salate, vi ritroverete a mangiarla anche a merenda.

Livello di difficoltà - se ci riesce mia sorella.. -

INGREDIENTI: 

- pasta sfoglia;
- 250 gr di gorgonzola dolce;
- 2 pere kaiser mature;
- una manciata di parmigiano.

Tagliate una pera a fettine sottili e l'altra a cubetti e mettetele in acqua fredda e limone. 
Prendete un tegame e ricopritene il fondo con carta forno (va bene anche quella che trovate nella confezione della pasta sfoglia).
Adagiate la pasta sfoglia nel tegame in modo da coprire anche i lati per poi fare il bordo (io prima l'ho stesa con mattarello e farina per renderla un po' più sottile), spargete sul fondo un'abbondante, naturalmente, manciata di parmigiano e il gorgonzola a pezzi.
Strizzate la pera a cubetti e aggiungetela al gorgonzola e mettete sopra la pera a fette.
Fate cuocere in forno già caldo a180 gradi per 40 minuti, quando vedete la pasta sfoglia ben dorata é pronta.
La prossima volta voglio aggiungerci dei gherigli di noci da mettere sul fondo della pasta sfoglia con il parmigiano e, magari, faccio qualche foto e aggiorno il post...

Buon appetito!

 

mercoledì 21 novembre 2012

Inutili consigli, n. 1.


Non penso mi siate mai stati a sentire, ma ciò non toglie che vorrei darvi un breve e saggio consiglio per non beccarvi il raffreddore o, quanto meno, per ritardarne l'avvento (giusto in tema prossimo natalizio).
Non mi dilungherò più di quanto non serva ed arrivo subito al punto.
Cari in-coscienti,
nelle fasi di vestizione, siano esse mattutine, post palestra, post allenamento, post sesso, beh, ricordatevi sempre di partire dall'alto.
Mi spiego.
Per prima cosa mettetevi sempre maglietta e maglioncino. 
Il motivo è semplice e me lo insegnò mio padre con una frase semplice ma al contempo incisiva che recita più o meno così: "guarda che l'uccello mica prende il raffreddore".
Parole sante che però con me non hanno funzionato.
Io ed il raffreddore, infatti, conviviamo pressoché da quando ho coscienza e, più o meno, mi soffierò il naso con due o tre rami di quercia al giorno a forma di Kleenex (il prossimo obiettivo di Greenpeace dopo le baleniere giapponesi, ahimé, sono io).
Quanto scritto, quindi, oltre che essere di cattivo gusto e piuttosto scurrile, non può che rilevarsi un consiglio del menga.
Ergo, se avete qualche suggerimento migliore non esitate, le sorti del mondo sono anche nelle vostre mani.

martedì 20 novembre 2012

Le certezze della vita.

Amo quando ti alzi la mattina, apri il giornale/accendi la radio/la tv e scopri che é la giornata mondiale di qualcosa: della gentilezza, della pace nel mondo, della gioventù, contro l'omofobia, per i diritti delle donne, dell'infanzia, cioè oggi, perché so che vi trasformerete (tutti, uomini e donne, in onore della giornata mondiale della televisione, che é domani)  in piccole Miss Italia piene di buoni propositi e darete il meglio di voi sui social network.




lunedì 19 novembre 2012

Argo (di Ben Affleck).


Chi mi conosce lo sa, ormai un po' come il buon Alessandro Borghese fa con la sua "spruzzatina di pepe", immancabile è ormai la mia breve premessuccia (senza mentuccia) al post che andrete ahi-voi a leggere.
Premettendo che Ben Affleck non si è mai affacciato alla finestra dei miei attori preferiti; premettendo che Ben Affleck non si è mai affacciato - seppur con 2, più questo - alla finestra dei miei registi preferiti; premettendo che film che trattano di argomenti su conflitti medio-orientali-occidentali non hanno mai destato il mio interesse (vedasi, per tutti, Syriana con un Clooney che, guarda caso, co-produce proprio questa pellicola); beh, terminate queste premesse devo ammettere che Argo è un gran bel film.
Tratto da una storia vera, e quindi difficilmente spoilerabile, Argo non è altro che il brillante strumento pensato dalla CIA per portare in salvo sei americani fuggiti dalla loro ambasciata in Iran, posta sotto assedio da un bel gruppetto di locali decisamente incazzati.
Eh già, proprio nel lontano 1979 o giù di li, forse prima ancora che sbarcasse nella balearica Ibiza, in Iran regnava "barra" governava un soggetto chiamato pascià.
Questo pascià iraniano, però, era considerato troppo occidentalizzato e filo-americano per il conservatissimo popolo locale il quale, con la benevolenza che lo contraddistingue, ben riteneva opportuno che la sua fine fosse una serenissima impiccagione di piazza.
Gli amerregani, mai che si facciano li cazzi loro, con un gesto di somma umanità hanno così deciso di  salvare il pascià "ospitandolo" nel proprio paese.
Conseguenza: gli iraniani, già incazzati, sono andati su tutte le furie e da popolo notoriamente pacifico hanno ritenuto opportuno dare la caccia ad ogni americano che legittimamente o meno si trovasse nel loro territorio, mettendo nel mirino quale primo obiettivo proprio l'ambasciata.
Il film inizia con questa ricostruzione, seguita poi dalla vera e propria missione di recupero (esfiltrazione) orchestrata da un barbuto Ben che, commenti del pubblico in sala a me più vicino, "ahahah, sembra Walter Nudo!".
Detto ciò, pur trattando un argomento non propriamente leggero ed "accattivante", il film scivola invece via con una semplicità disarmante, agevolato in questo dalla ingegnosa alternanza tra momenti di tensione e sarcasmo allo stato puro (con un John Goodman ed un Alan Arkin veri maestri, eccezion fatta per l'orribile doppiaggio di quest'ultimo).
Insomma, per sapere come finisce il film non è necessario spendere 7 euro per vederlo, senza violare la legge con inutili download (la parte del puritano non mi si addice) è infatti sufficiente una semplice googolata; se però volete vedere uno dei più bei film, a parer mio, in circolazione, beh, allora vi consiglio vivamente di rinunciare a 7 caffè (sempre che anche da voi il caffè sia caro come qui).

venerdì 16 novembre 2012

Il Derby dei misci.


C'era una volta il due contro zero.


Già, potrebbe iniziare così il primo post dell’ultimo arrivato.

C’erano una volta, stavamo dicendo, i derby di Milito, Palladino, Motta e poi di Palacio, da una parte e di Cassano e Pazzini, Maggio e Campagnaro, dall’altra. Ora loro (perlomeno molti di loro) il derby continuano a giocarloMagari chi giocava insieme si ritrova avversario, chi lo giocava da avversario si ritrova compagno di squadra. Insomma un casino. Ma intanto giocano, segnano, fanno (chi più, chi meno) impazzire lo stadio.

Lo stadio sbagliato, però.

Questo calcio fa SKYfo, si diceva in gradinata.

Ma pare, ci dicono, che sia l’unico modo per vedere la serie A qui a Genova. In alternativa, c’è SKY GO. Con quello, la serie A, la vedi pure in seggiovia.

Così se, per caso, domenica sera qualcuno di voi si ritroverà su una seggiovia, dimenticato dall’omino degli impianti che aveva fretta di andarsi a bere il tanto agognato settimo bombardino del pomeriggio, potrà togliersi i guanti, aprire l’APP più figa dell’APPstore e, dopo essersi rimesso i guanti, guardarsi il Derby della Lanterna.


Quello che, se le cose domenica (pomeriggio) dovessero andare come NON devono andare, vedrà affrontarsi la penultima e l’ultima in classifica. Che se non è un record, poco ci manca.

Già, perché dal due contro zero, dicevamo, se ne è fatta di strada. A ritroso, ma se ne è fatta. Dal due contro zero si è arrivati al 7 contro 5. Vuoi mettere? Grave però che questa volta non si parli di giocatori rossoblù involati nella metàcampo avversaria verso il povero Castellazzi (toh guarda, un altro emigrato). Vuol dire solamente che Genova le due squadre, in circa due mesi, han fatto zero punti. Una collezionando sette sconfitte consecutive, l’altra solo cinque.  Che, anche qui, se non è un record… Beh, no, questo un record lo è, eccome.

Tornando però allo spettacolo che si potrà godere il nostro malcapitato sciatore ritardatario (anche perché tra poco gli si scaricherà la batteria) non possiamo che immaginare una stracittadina all’insegna della paura. Di vincere? Ma quando mai. Della paura di perdere, altrochè.

Della paura di perdere e di non potersi più consolare guardando l’altra metà della città.
Della paura di perdere e ritrovarsi in una posizione di classifica che se non imposti bene l’immagine del televisore, non trovi la tua squadra, perché è lì in basso, a destra, in fondo in fondo.
Della paura di perdere e ritrovarsi nella bratta, per davvero.
Ma dato che nessuno vuol far passare una nottata ancor più del menga al nostro povero sciatore distratto dimenticato in seggiovia, gira voce che gli si voglia far gustare qualcosa di dolce... Quella cosa che però non si dice, perchè fa ingrassare… e farebbe ingrassare soprattutto il sempre famelico procuratore Palazzi.
Però siamo a novembre, gli impianti sciistici, ahimè, sono ancora chiusi e, quindi, sulla seggiovia, pure impegnandosi, il nostro tifoso non può rimanerci.
E allora?
Allora che lo giochino davvero sto derby. E che vinca il… meno peggio. Ma che almeno si possa essere orgogliosi delle proprie squadre. O perlomeno di una.
Che ci si possa sfottere tra amici, parenti e colleghi.
Che ci si possa campanilisticamente vantare con gli amici di fuori della bellezza del derby più bello d’Italia.
Di un derby che… “Oh, merda, ce la beviamo una birra prima dello stadio?

mercoledì 14 novembre 2012

Nuovo writer e nuova rubrica.

In-coscienza fa +2!

Un po' come le preferenze di Google, delle quali ancor oggi non ho a pieno compreso l'utilità, il più simpatico, irriverente, frizzante e nullo tra i blog aggiunge alla sua sgangherata orchestra un nuovo writer ed una nuova rubrica.
Considerato il momento no del sottoscritto, l'ormai atavica assenza di boh!, la casualità degli interventi del Dott. A. ed il fatto che la sola Amarillys stava quasi per finire le cartucce, una ventata di fresca mezza gioventù era necessaria.

Ecco quindi LoZio!
Spiccato sense of houmor, british style e, a detta di tutti, veramente, ma veramente simile ad Ewan McGregor.
Fan sfegatato degli Elio e le storie tese e di un Max Pezzali d'annata, ha recentemente partecipato con interesse e "attivismo" al concerto di Cesare Cremonini.
Genoano.
La sua battuta è pungente quanto uno spadino con un tappo sulla punta, ma se togliete il tappo, beh... attendete e vedrete.

La seconda newwwws è la rubrica Sportshub che integrerà (o sostituirà) la già esistente (in)Sport.
Poche notizie ma condite da una satira che spero vi farà, da un lato, divertire e, dall'altro, non assottigliare ancor di più il già risicato numero di followers presenti, anzi.
Vi comunico già che la prima uscita, ad opera de LoZio, sarà proprio questo venerdì ed avrà ad oggetto il derby della Lanterna.

Come dico sempre, enjoy!

lunedì 12 novembre 2012

Band of Horses.


04 novembre 2012 @ Alcatraz - Milano
Band Of Horses

Ben Bridwell pensavi forse di stupirmi?
Beh, ci sei riuscito.
Mai sentiti live prima d'ora, mai creduti così cazzuti.
Non pensavo, infatti, che le ballate ascoltate in cuffia potessero trasformarsi in pezzi così carichi e pieni d'enfasi da far dimenare perfino la "cugina" di Valderrama che - aihmè - avevo di fianco.
Tra boccoloni biondi che ondeggiavano, mani che tenevano il ritmo di pezzi come Is there a ghost (qualche secondo anche in Fringe, stagione 2, ep. 20), accendini che (sdoganatamente) accompagnavano assieme alla chitarra di Tyler Ramsey la voce di Bridwell intonante On my way back home, sono riuscito a gustarmi The funeral e, soprattutto, The general specific.
Il nuovo album (tra le cui mie preferite rimane - anche dal vivo - Knock knock) ha poi fatto da corollario folk a tutto il resto in un tripudio, nel pubblico, di camicioni (di flanella?) a quadrettoni, un po' retrò, ormai, rispetto al look "maglietta, berrettino e bottiglia di vino" sfoggiato dalla band (si, vabbé, nella foto ci saranno pure camicie, ma la frase mi garbava, oh).

Beh, insomma, io c'ero e tu perché no? (a buon intenditor...)

Mi devo scusare anzitutto per aver fatto delle foto, su Twitter non è stata trovata uscita geniale (tié).
Mi devo poi scusare per le foto in senso stretto, a causa di un Cuba (peraltro malamente retto), patatine e sigaretta (oltre a piogga torrenziale, pizza sulla giacca and co.) non sono riuscito ad andare più vicino.




venerdì 9 novembre 2012

Come promesso

Ecco la ricetta del sugo di salsiccia, sì, proprio quello.

Livello di difficoltà: -se ci riesce mia sorella é un miracolo!-
Ingredienti per sei persone se volete fare il bis, considerate che noi eravamo in dieci:
- salsiccia 800 gr;
- carota, cipolla, alloro, rosmarino;
- salsa di pomodoro (bottiglia da un litro);
- polenta istantanea, una confezione.


Fate un fondo di oilo, carota, cipolla e rosmarino tritato. Quando la cipolla inizia a rosolare aggiungete la salsiccia tagliata in pezzi lunghi più o meno 10 cm.
Fate andare per qualche minuto poi aggiungete mezzo bicchiere di vino rosso e fate evaporare.
Aggiungete la salsa di pomodoro e le foglie di alloro. Io ho usato la salsa fatta da mia madre che è abbastanza liquida e, quindi, ho fatto cuocere il sugo per un paio d'ore, se usate quella comprata probabilmente richiederà meno tempo per cuocere, comunque il sugo non deve essere troppo asciutto.





Quando il sugo é pronto iniziate a fare la polenta. Io ho usato quella istantanea, in pochi minuti é pronta e poi non ho idea di come si faccia la polenta se non così!

Buon appetito.

giovedì 8 novembre 2012

Muse -madness-

Questa canzone non mi fa impazzire, ma lui con quella voce potrebbe anche cantare quarantaquattrogattiinfilaperseicolrestodidue che a me andrebbe comunque bene.





martedì 6 novembre 2012

Mens sana in corpore sano

Prima di fermarmi dal lavoro per studiare, andavo in palestra 4 volte a settimana durante la pausa pranzo (my name is nick può testimoniare in quanto compagno di allenamento).


Premetto: non sono una di quelle fissate con la palestra, non mangio solo proteine né mi presento in tutina alla jane fonda, ormai per me é una piacevole abitudine, io e my name is nick abbiamo fatto gruppetto con altri frequentatori della palestra e più che un vero e proprio impegno é diventato un modo alternativo per trascorrere le due ore di pausa pranzo conciliando il mantenersi in forma ad un po' di cazzeggio.







L'istruttore (per noi simpaticamente il maestro) non ci ha preparato una scheda, ma ci segue passo passo durante l'ora di allenamento dandoci sul momento gli esercizi da fare, fino ad arrivare ad allenarci in perfetto stile marines e, fiera di me, riuscivo a fare 12 piegamenti sulle braccia!
Vi dico solo che il maestro verso fino giugno, dopo mesi di allenamento, con occhi pieni di soddisfazione mi dice non ti davo due lire e invece mi hai stupito, hai la testa dura! Lo prendiamo come un complimento..Poi a fine luglio interrompo l'allenamento. Rientro in studio dopo l'esame e, quindi, torno ad allenarmi.

Ieri primo giorno di palestra dopo due mesi e mezzo di stop. La morte.

Da 12 sono passata a 6, massimo 7 piegamenti sulle braccia, ho lasciato a metà un esercizio per le spalle provocando il dissenso de il maestro, invece di 15 squat ne facevo 10 (spero non legga il blog) e mi sono rifiutata di fare gli affondi con annesso saltello per timore di sbattere in terra, insomma, la schiappa di un tempo.








mercoledì 31 ottobre 2012

Il massimo sforzo che farò in questi giorni di ponte sarà aprire vanity fair, sfogliarlo e richiuderlo.

Ed anche, ma solo se trovo il telecomando già sul divano, accendere la tv.

















A lunedì!


Cesarone!

Noi (@Pea Bukowski, @LaRoby ed io @Amarillys) possiamo dirlo: c'eravamo!




Ma non eravamo sole! 
C'erano anche @LoZioAleProfumo e con tutto il loro entusiasmo (leggi: ma che ci facciamo noi qui?!) @littlepaolino e D. che, preoccupato, in macchina mi chiede ma adesso per quanto canterai Cremonini?!



martedì 30 ottobre 2012

Girls

Pausa pranzo, piove, oggi niente palestra, non ho voglia di girare per negozi (leggi: non ho soldi per fare shopping) e decido di restare in studio e di approfittare dello streaming.
Inizio girls: la prima puntata non mi ha convinta, magari mi aspettavo una cosa più alla sex and the city (essendo prodotto dalla HBO) diamogli un'altra chance con la seconda puntata, mi dico.












Pessima compagnia per la pausa pranzo, non brutto, ma triste nel senso di pietoso.
Credono davvero che faccia ridere la scena in cui Hannah fa la battuta sullo stupro durante un colloquio di lavoro?
Mah..
Per fortuna la piadina era buona.

lunedì 29 ottobre 2012

Sabato sera cena tra amici in onore dell'avvocato (in realtà é stata l'occasione per rivederci dopo troppo tempo senza rimpatriate).

Portata principale nei solidi: polenta con il sugo di salsiccia oppure con la fonduta o, meglio, quella che avrebbe dovuto essere fonduta (cause probabile del fallimento: abbiamo messo troppo latte oppure dovevamo toglierla dal fuoco prima).

Il mio sugo, invece, si é aggiudicato il primo posto nel passero rosso, appositamente creato da A. che, assaggiandolo, ha candidamente esclamato questo sugo spacca il culo ai passeri rossi. 
Ah quanta poesia può essere ispirata da una buona dose di alcool..

Portate prinicpali nei liquidi: i famosissimi orsetti alla vodka e un ottimo vino




azzeccatissimo direi.

E la ricetta del sugo? Direte voi..
La posto venerdì che dovrebbe essere il giorno dedicato alla rubrica in-cucina, cerchiamo, almeno sul blog, di essere ordinate!
E scrivendo ciò mi viene in mente che é dalla SCORSA PRIMAVERA che devo fare il cambio armadi e da dieci giorni che mi dico nel week end metto in ordine la mia camera dopo il ciclone esame. 
Ma posso sprecare un sabato o una domenica solo per mettere ordine?! Maddai..
Vivrò sommersa da post-it, fogli di appunti e riassunti e rischierò di uscire di casa in canotta e shorts non riuscendo a trovare maglioni e pantaloni e sì, ci sarà quella nanetta bionda di sei anni che, entrando in camera mia, esclamerà ma che disordine zizi! Anzi, mi rimprovererà scandendo per intero il mio nome perché quando si arrabbia con me fa proprio così ma A-M-A-R-I-L-L-Y-S!
Neanche mia madre..




venerdì 26 ottobre 2012

Te lo avevo detto.

Aveva già cercato di avvertirmi lunedì, ma io, naturalmente, non gli ho dato retta.

Ed ecco che stanotte, con crampi non propriamente delicati, il mio stomaco e una febbriciattola, sparita poi in un paio d'ore, mi hanno fatto capire che era meglio prendersi una giornata di riposo.
Ho dormito prima di pranzo, subito dopo pranzo e poi con Bea mentre guardavamo i cartoni.

Sarà anche che questa giornata autunnale concilia benissimo il sonno..

 














e sapete che vi dico? Io torno sotto le coperte, con il libro che sto leggendo in questo periodo - il bar sotto il mare di Benni che voglio finire stasera così domani corro in libreria per comprare quello nuovo di Camilleri - in attesa della cena che, ahimé, sarà leggera.

Vorrà dire che per il week end sarò carichissima!

venerdì 19 ottobre 2012

Ravioli di carne al vapore

In attesa che il vapore cuocesse i ravioli ci siamo goduti il panorama, il vino e quelle frittelline di polpa di granchio in pastella.






In realtà se avessimo dovuto aspettare che il vapore facesse il suo dovere avremmo avuto bisogno di altre due bottiglie di vino e di chili di quelle frittelline, perché tra vaporiera che ad un certo punto, e per motivi ancora da scoprire, ci ha abbandonato, e il tempo per ingegnarci e creare una vaporiera con pentola e scola pasta (che poi ha funzionato) abbiamo cenato tardi, ma soprattutto non ho idea dei tempi di cottura, quindi io mi limito a darvi la ricetta dei ravioli e per la cottura pensateci voi. 
Anzi, se poi mi fate sapere in quanto cuociono..grazie.


Ravioli di carne al vapore.

Livello di difficoltà: - se ci riesce mia sorella é un miracolo -

Ingredienti per il ripieno:
- 2 salsiciotti;
- 1 hg di gamberetti già sgusciati;
- cavolo verza;
- 1 carota;
- soia.

Ingredienti per la pasta:
- 2 hg di farina;
- acqua quanto basta;
- sale.

Fate sbollentare i gamberetti in acqua e sale un paio di minuti (noi abbiamo preso quelli surgelati, già sgusciati).
Aprite i salsiciotti e metteteli in una terrina, aggiungete il cavolo verza e le carote tagliati finemente e i gamberetti, aggiungete due cucchiaini di soia e sminuzzate il composto con un coltello. Alternativa ai salsiciotti: la carne macinata di maiale, ma il piatto risulterà meno saporito.

Mettete su un piano la farina, salate e aggiungete a poco a poco l'acqua tiepida, iniziate ad impastare.
Se l'impasto é mollo vuol dire che avete messo troppa acqua, rimediate con una manciata di farina. Quando gli ingredienti sono ben amalgamati e la pasta é elastica stendetela con un mattarello e fate una sfoglia il più sottile possibile (questo vi aiuterà per la cottura).




Fate dei dischetti con dei bicchieri e metteteci sopra un po' di ripieno, chiudete a mezza luna.


Disponete nella vaporiera delle foglie intere di verza e metteteci sopra i ravioli.

Fate cuocere x minuti e buon appetito!



mercoledì 17 ottobre 2012

scusate, ma agosto quando arriva?

Dominus: "mi raccomando, non ci morire sotto i libri!"
Amarillys: "no, tranquillo, ci morirò anche sopra".

Con questo spirito passavo dalla primavera all'autunno senza accorgermi dell'estate se non per i litri di sudore che riuscivo a produrre anche solo stando alla scrivania a ripetere.
E a ripetere, e a ripetere, e a ripetere..

Alienata in un mondo parallelo, con la fortuna di avere un ragazzo che ad un certo punto mi ha detto o smetti di studiare o ti rapisco, mi sono concessa un paio di giorni senza toccare un libro.

Mi sono ritrovata a sbavare sulle foto delle vostre vacanze (vi fischiavano le orecchie?ero io che simpaticamente vi auguravo temporali alternati ad insolazioni) e a sognare, a poche settimane da L'ESAME, di essere al mare, io che il mare non lo amo neanche.

Apro una parentesi: non ero più abituata a stare in casa con i miei per più di due ore consecutive, potete immaginare a che livelli é arrivato il mio istinto omicida negli ultimi due mesi. Per fortuna lo studio l'ha distratto. Chiusa parentesi.

Ho approfittato del mio latente (neanche tanto) spirito piagnone per farmi qualche piantarello per sfogare la tensione (alternativa all'istinto omicida di cui sopra), dopo un rapidissimo calcolo mi sono resa conto che cazzo! sono più le ore di studio che quelle di sonno, ho sognato ad occhi aperti, nel bene e nel male, ho desiderato che quel giorno arrivasse il prima possibile.

Così (e con picchi di 12 ore di studio al giorno) sono diventata avvocato e, conoscendomi, questo é solo il punto di partenza.



lunedì 24 settembre 2012

Arrivederci amore, ciao (di M. Carlotto).



Avete mai pensato “questo libro avrei voluto scriverlo io?”, o comunque un pensiero simile in italiano migliore?
Beh, senza voli pindarici alla ricerca di qualche libro di nicchia o talmente cool da farmi apparire più figo di quanto in realtà sia, posso tranquillamente affermare che “Arrivederci amore, ciao” di Massimo Carlotto rientra appieno nel pensiero di cui sopra, o in quello in italiano migliore.
Libro breve, rapido, chiaro e che arriva subito al punto.
Non ci sono giri, rigiri e situazioni create per “prendere pagine”, la storia di Giorgio Pellegrini, ex terrorista rosso, “redento” informatore, si dipana in linea retta e dritta e come un gancio arriva precisa alla guancia del lettore che non può far altro che prendersi il pugno ed incassare, se ci riesce. Il tutto in un crescendo rossiniano (mai ascoltato Rossini, lo ammetto) che una volta girata l’ultima pagina non lascia certo l’amaro in bocca.
Come il libro, anch’io voglio arrivare dritto al punto e suggerisco senza se e senza ma questo noir che trova il suo interessante seguito in “Alla fine di un giorno noioso”.
Magari non fate come me, partite dal primo.

A questo punto la palla passa a voi, qual è il libro che avreste voluto scrivere? Commentate gente, commentate.

P.s.: il film è una vera merda. Non guardatelo per nessun motivo al mondo, nemmeno sotto tortura.
P.p.s.: avrei potuto scriverne molto di più ma verrebbe meno il senso di questo post.

sabato 22 settembre 2012

Tutti bravi a fare un ipse dixit citando Bukowski


"Ma problemi e sofferenze mantenevano un uomo in vita. O forse il cercare di evitare problemi e sofferenze. Era un lavoro a tempo pieno. E c'erano volte in cui non riuscivi a rilassarti neanche durante il sonno. Nell'ultimo sogno che avevo fatto ero sdraiato sotto a un elefante, non potevo muovermi, e lui stava sganciando uno dei più grossi stronzi mai visti, stava quasi cadendo quando il mio gatto, Hamburger, mi é zampettato sulla testa e mi sono svegliato. Racconta questo sogno allo strizzacervelli e lui si inventerà qualcosa di tremendo. Dato che lo paghi una cifra spropositata, farà di tutto per farti sentire malissimo. Ti dirà che lo stronzo é un pene e che tu ne sei terrorizzato, o che lo desideri intensamente, o cazzate di questo genere. Ma quello che intende veramente é che é lui ad avere paura del pene o a volerlo. E' solo un sogno su un grosso stronzo di un elefante, punto e basta. A volta le cose sono proprio come appaiono senza doverci ricamare sopra. Il migliore interprete dei sogni é il sognatore. Tieniti i soldi in tasca. O puntali su un bel cavallo."

PULP  -Charles Bukowski-

mercoledì 19 settembre 2012

Le vignette su Maometto le pubblico io...


Viva la libertà di satira.
Parola di 
DOTT. A.







Oceania.


L’avevo detto io che riascoltare gli Smashing Pumpkins dopo 12 anni sarebbe stato un rischio, ma non mi sono voluto dar retta ed imbracciate le cuffiete ho schiacciato play ed è partito il primo brano di Oceania, sesto lavoro della band capitanata da Billy Corgan (tecnicamente nel mezzo ci sarebbero la seconda parte di Machina e Zeitgeist, sorvolo).
Senza troppi giri e rigiri di parole, arrivo subito al bullseye: non sono rimasto impressionato e, ad essere schietti, non ci sono arrivato neppure vicino.
L'album in sé è al limite della sufficienza, con qualche bel pezzo al di sopra (The Celestials e Violet Rays su tutti), quel che mi lascia perplesso non è tanto la composizione, quanto lo stile della nuova band di Chicago.
Pongo dunque il seguente quesito: perché chiamarsi ancora Smashing Pumpkins quando di Smashing Pumpkins non si ha proprio più nulla?
Anzitutto, dove sono finiti il cupismo, l’avvolgimento, la malinconia, la rabbia che hanno contraddistinto il quartetto fin da Gish? Svaniti nel nulla, buttati nel cesso per creare questo abominio con un nome che ormai rievoca solo ricordi.
Anche gli Zwan erano, nella loro merda, più Smashing Pumpkins.
Tra i quattro almeno c’era Jimmy Chamberlin (di quel gruppetto apprezzavo anche Paz Lenchantin trovandola discretamente gnocca, non una figa ma de gustibus).
Quelli di Oceania sono gli Smashing Pumpkins? Va bene, ditemi allora dov'è il suono del basso di D’Arcy (o almeno Auf der Maur) o della chitarra James Iha, ditemi dov’è Jimmy Chamberlin.
Nostalgia?
Concordo con la vostra obiezione, un gruppo è la musicalità che trasmette a prescindere da chi la crea; in questi Smashing Pumpkins oltre agli interpreti non c’è neppure quella musicalità, ed associare a questo gruppo un nome di tale importanza non credo personalmente sia cosa accettabile.
Che il disco possa poi essere considerato da chi meglio se ne capisce qualitativamente valido posso anche non discuterlo, nemmeno Machina aveva grandi numeri seppur annoverando la squadra al completo, ma vendere dischi spacciandoli per un prodotto ormai morto equivale a fottersenene delle legittime aspettative di chi, come me, sarebbe stato entusiasta nel ritrovare uno dei suoi gruppi preferiti.
Peccato.

domenica 16 settembre 2012

Il fantastico mondo di Twitter.


A quasi un anno dal mio ingresso nell'universo degli uccellini, non potevo non propinarvi un breve resoconto di quanto (poco) appreso, nella speranza - vana - di ottenere più follower di quanti in realtà ne andrò a perdere proprio con queste poche righe.
Start.
Ossessione di ogni utente, e chi dice il contrario è un fottutissimo bugiardo (me compreso), è il numero dei follower.
Le tecniche per acquisirne in abbondanza sono le più disparate e, forse, non le ho proprio comprese tutte tutte neppure io. Certo è che se una donna pubblica un bel paio di tette, e magari le sue, attrae un numero maggiore di utenti rispetto ad un uomo che ha come sua pic un cazzo (e magari rosa acceso come quello di @vogliofiga).
Questa disparità di trattamento non mi è chiara, ma l’ammiccamento femminile è di gran lunga più produttivo; vedasi ad esempio, e per tutti, il caso di @coccimari che con scollatura e labbra intriganti e ben pochi tweet interessanti è riuscita ad ammaliare ben 5.000 e oltre follower. Invidia? Bah, un pochino si, ma poi tiro la V della mia maglietta e rinsavisco.
Chi invidio, e tanto invece, e non seguo proprio per questo, è @LaStefania. Ogni tanto sbircio i suoi tweet e mi incazzo perché non riesco a pensare qualcosa di neppure lontanamente avvicinabile. La pic è adorabilmente orrenda mentre la bio è detestabilmente brillante: “Da bambina pregavo per una bicicletta nuova. Poi compresi che il Signore non funzionava così, quindi ne rubai una e chiesi al Signore di perdonarmi”. Clap clap clap. Dovessi votarne una non avrei dubbi.
Per capirci vi posto due conversazioni (anche questo @PAO_lost non scherza).

Certo, poi c'è chi come @AndreaSgarlata, dall'alto della sua vita spericolata, checcenefregadituttisiiiii, ci prova spudoratamente con la ricercatrice di sogni @DinaLaguardia mettendo fin dai primi twit le cose in chiaro: a lui la pecorina, ops, la caprettina ci piace.


Beati loro, ma state attenti o voi che entrate, di merda ce n'è anche qui (per maggiori info seguite pure @Vendommerda e poi ditemi).
Chiusa la parentesi, altro modo per ottenere seguaci è inventarsi improbabili tendenze nelle quali solo gente con poco sale in zucca (oh come mi sto trattenendo) abbocca come branzini, notoriamente tra i pesci più farlocchi (oh come mi sto trattenendo). Una di queste sono le #fighedomani, capitanate da quel geniaccio di @stazzitta, i cui alfieri sono @theGhiottona e non ricordo l’altra. Il tutto con la supervisione della fantasmagorica blogger, ops, “fashion” blogger, sia mai che la carenza di appellativo la faccia risentire, @Spora.
Finalità del gruppo: twittando poco plausibili menù di pause pranzo e/o cene, idolatrando palestra ed affini, inculcare nelle seguaci che il non mangiare e lo svolgimento di attività fisica sono “il bene”. Certo che poi quando una mi sviene sul tapis roulant perché a pranzo ha magnato uno yogurt col muesli, beh, forse forse qualche domanduccia andrebbe fatta. Oh, poi, magari l’istruttore che interviene è figo e nasce una love story stile Beautiful (scusate, non sono aggiornato coi nuovi telefilm, mea culpa). @_LaRoby_, perché?
Attenzione però, non estasiatevi troppo quando vedete il numerino dei vostri follower crescere esponenzialmente. Circa l'80% di chi vi segue, infatti, si aspetta il c.d. followback (no Dott. A., non è una pratica sessuale) ovverosia che voi provvediate quasi immediatamente a ricambiare il "favore". Pena in caso di mancato adempimento? Il temutissimo defollow.
Sempre detto io che le dimensioni, in questo caso numeriche, contano.
Ma non ho parlato del “bello” di Twitter, e non mi riferisco al sottoscritto, termine da intendersi come… beh, il bello.
Fulcro di questo social network è la possibilità di scegliere di seguire un po’ chi cazzo ti pare, senza giustificare a nessun un defollow considerando che il più delle persone sono benemeriti sconosciuti. Ma proprio tra questi sconosciuti è possibile conoscere dellagggente interessante. Ed è così che ad un concerto, un pranzo o in chissà quale altra (spero vicina) occasione posso scambiar parole con il piccolo (non per la statura) @janov, la profy “minchiona” @tofina e la boxeuse @anninat, rivedere nella copertina di Dannazione di Palahniuk il viso da 14enne di @Lady_Mosley (o chissà qual è il suo nick adesso), disquisire su quale sia la Olivia più figa e di quanto detesti il tenente Lincoln Lee con @micaMichela, conoscere il genovesissimo @littlepaolino e così via.
Certo, la speranza è sempre quella che tra i 10 follower (come nel caso del @dott_a) a seguirti con le tette di fuori non sia solo una fake ma una persona vera. Beh, in caso contrario seguite @DIESUS ed attendete i suoi ritwit, garantisco.
Ne avrei ancora da dire, come di quelli che ritwittano quasi facendomelo apposta i vari Fabio Volo, Alessandra Amoroso o, più di tutti, il faccione sorridente di @David_IsayBlog con qualche sua battuta veramente da zero a zero. Ma alla fine penso anche che ognuno è libero di fare quel che vuole (oooooooh) tranne che di ritwittarmi @David_IsayBlog perché sennò gli mando @Dlavolo o @TristeMietitore; e non pregate @lddio tanto non avete scampo (ps: questi ultimi tre fanno ridere fino ad un certo punto, .).
Fermo quanto sopra, chi legge queste righe abbia la decenza di non chiedermi "ma come funziona questo Twitter?" dal momento che: 1) ammettiamolo, non so proprio un cazzo di Twitter, ho 130 miseri (ma grandissimi, la slecchinata è d'obbligo) follower, scrivo mediocrità, non vedo quindi di quale aiuto potrei essere; 2) non avete considerato la mia atavica indolenza; 3) odio chi bestemmia.