lunedì 22 agosto 2011

I famigerati tre sapori dell'Estathè al limone

- "Cosa prendi?".
- "Un Estathè al limone".
- "Lattina o bicchierino?".

Questa è la domanda che ogni barista che si rispetti dovrebbe riservarvi quando chiedete un Estathè al limone.
Diffidate da quelli che vi porgono direttamente il brick o la lattina.
Infatti, chichenedicano i non intenditori e gli scettici, ogni "confezione" ha il suo gusto particolare.
Inoltre, l'Estathè è limone, l'Estathè alla pesca non è Estathè!
Chiariti questi brevi cenni, vi svelerò alcuni segreti.

IL BRICK


Tra i tre, il brick è quello che mi piace meno.
In primis per gli svariati difetti della confezione.
A chi non è mai capitato di portarselo a scuola, metterlo nello zainetto (che veniva prontamente sbattuto qua e la) e durante la lezione sentire i piedi appiccicati al pavimento e vedere un laghetto giallastro color pipì sotto la sedia. Una vera schifezza.
Personalmente ho poi patito quella che per anni ho definito "sindrome da schiacciamento d'Estathè".
Come dei veri geni, era usanza schiacciare il bicchierino del compagno mentre era lì, beato e spensierato a succhiare il nettare dalla cannuccia.
Risultato: svariate chiazze indelebili su maglie, felpe, ecc. e conseguente cazziatone appena arrivati a casa.
Un vero e proprio incubo.
Ad ogni modo, superati i traumi infantili, devo comunque ammettere che il suo gusto poco zuccherino e piuttosto ferroso ha fatto sì che tra i tre fosse il meno preferito.

LA LATTINA


Sul secondo gradino del podio si piazza la lattina.
Una volta finito un Estathè nel brick non rimane quasi nulla, la lattina, invece, lega la bocca in un'estasi dolciastra; il sapore resta ancora per una buona mezz'ora lasciando il sentore di aver effettivamente bevuto qualcosa (di buono).
Poi, detto tra noi, le controindicazioni dovute al portarsi dietro una lattina sono minime.
Non esiste, infatti, la "sindrome da lattina".
Chiusa, poi, può benissimo essere utilizzata come arma di difesa, un oggetto contundente sempre pronto in ogni circostanza di pericolo; valida alternativa allo spray al peperoncino.

LA BOTTIGLIA


Parlandovene per ultima, avrete potuto immaginare che la mia "fragranza" preferita di Estathè è contenuta nella sacra bottiglia in PVC da 1,5 Litri!
Bottiglia che lasciata nelle mie mani morirebbe disidratata in meno di un minuto.
Tra i tre, infatti, è senza dubbio l'Estathè più dolce e gustoso.
L'unico problema, e non di poco conto, è che crea dipendenza.
Il sig. Ferrero, infatti, mica è scemo (non per altro è tra gli uomini più ricchi, se non il più ricco, d'Italia); ha appositamente inserito il gusto più buono nella confezione più costosa.
Un dipendente - da Estathè -, infatti, "svuota" la bottiglia in men che non si dica ed è subito pronto a "svuotarne" un'altra.
La conseguenza? L'immediata corsa all'acquisto di un'altra bottiglia. E così via, in un circolo vizioso molto simile al un gatto che si morde la coda.

In conclusione, nonostante i gusti miei personali, qualunque Estathè voi scegliate va bene, purchè lo beviate responsabilmente.

P.s.: sig. Ferrero, questa marketta non è gratuita. A buon intenditor (di Estathè)...

7 commenti:

  1. non conoscevo tutte queste differenze, e non ci ho neanche fatto mai caso...io lo preferisco cmq in lattina!e rigorosamente a limone!

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  2. l'estathé è SOLO al limone!e anch'io lo preferisco in lattina..

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  3. Ciao Amarillys...grazie per essere diventata una mia follower...ho letto un po' di post tuoi, in qua e là, e devo dire che mi piace molto come scrivi e sicuramente comincerò a seguirti!! Appena ho visto il post sull'estathe ho dovuto per forza commentare!!
    io ADORISSIMO l'estathè, OVVIAMENTE al limone e in tutti i formati!!!!! =))
    Baci!

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  4. Bicchierino, lattina o bottiglia l'estathè per me è l'essenza dell'estate e in qiualsiasi periodo dell'anno è sempre buono!

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  5. Il contenuto non cambia. Estathè al limone, in lattina, brick o bottiglia che sia, viene prodotto e imbottigliato nello stesso stabilimento e dallo stesso silos. Il prodotto iniziale è quindi lo stesso.
    Tuttavia la differenza al palato è reale, noi percepiamo gusti diversi se beviamo l'estathè da brick o lattina o bottiglia. Ma vediamo perchè.
    La spiegazione la si trova in due posti.
    Il primo è il tipo di materiale in cui viene confezionato.
    A tal proposito è bene fare una piccola premessa. Le bibite sono soggette ad una naturale ossidazione e ad una trasformazione nel tempo che avviene per alcuni fattori, quali esposizione alla luce, repentini o veloci sbalzi termici e così via. Inoltre alcuni dei materiali più comuni utilizzati, possono rilasciare piccoli residui che potrebbero alterare il gusto.
    In linea teorica per preservare maggiormente le proprietà di una bevanda nel tempo, essa dovrebbe essere imbottigliata in una bottiglia di vetro, e questa bottiglia di vetro dovrebbe essere trasportata senza essere esposta al sole o a improvvisi sbalzi termici, così come dovrebbe essere riposta in luogo fresco al buio. Inoltre bisognerebbe consumare la bevanda il più presto possibile. (tutte le bevande di questo tipo hanno una data di scadenza dichiarata)

    Il secondo motivo, e a dir la verità è quello che più ci inganna è il modo di bere l'estathè.
    Mi riferisco al con o senza la cannuccia. Non ci credete ? fate una prova. Comprate una bottiglia di estathè. apritela e riempite due bicchieri. Dal primo bevete normalmente, mentre dal secondo provate a bere usando una cannuccia di piccolo diametro come quella del bricco originale. Noterete subito la differenza.

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    1. Caro Anonimo devi aggiornare le tue conoscenze: il prodotto non è imbottigliato negli stessi stabilimenti. Il classico bicchierino è fatto ad Alba nella sede storica, mentre lattine e bottiglie in pvc sono fatte nello stabilimento multi-service di Scorzè (Ve)

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