giovedì 9 aprile 2015

Dall'alto dell'umiltà che mi contraddistingue dico che

IL REATO DI TORTURA SARA' UNA CAGATA PAZZESCA!

piuttosto, introducete l'obbligo per gli appartenenti alle forze dell'ordine di portare sulla divisa, ben visibile, un badge identificativo.

martedì 7 aprile 2015

"ma abbi pazienza, impara a fare il tuo lavoro!"


Sabato allo stadio, genoa - udinese, mia nipote che impreca contro l'arbitro.

venerdì 27 marzo 2015

Niente, oggi è un pomeriggio da liquirizia inglese.

Vado, compro e torno.

venerdì 6 febbraio 2015

Semplicemente fuori (dall'euro o di testa?)



In questi giorni il Movimento 5 Stelle ha pubblicato un divertente promo autoreferenziale sul referendum consultivo "anti-euro" a breve oggetto di votazione. Dal momento che in molti ne hanno già parlato e considerando che non ci piace essere pionieri di nulla, non vedo perché in-coscienza dovrebbe essere da meno e nel mare di belinate che si leggono ha deciso di aggiungerne una (anzi due).
Di seguito trovate dunque due brevi commenti del Dott_A e di My name is nick.
Enjoy.

Il commento del Dott_A: eppure basterebbe copiare…

Prescindendo da qualsivoglia valutazione macroeconomica, monetaria, finanziaria e politica mi limito semplicemente a dire che sono incredulo.

Nella mia quasi trentennale carriera di telespettatore spot brutti ne ho visti tanti, ma questo travalica ogni limite. Passi per la musica di Einaudi che, sarà pure di qualità, ma è davvero triste, passi per l’ambientazione un po' casereccia (del resto loro sono duri e puri e non hanno soldi da spendere), passi per il protagonista che sembra un precario, potenziale segaiolo e stalker ma, porca di quella miseria, esattamente come a scuola, nella vita basterebbe copiare.

Il M5S sarà anche una forza politica nuova e giovane ma tutti i suoi esponenti hanno la memoria storica (e qui cito Montanelli) del più grande piazzista di tutti i tempi, Silvio Berlusconi; oppure, senza guardare al passato, oggi basterebbe copiare Renzi e la sua efficacissima propaganda priva di contenuti. Insomma, chi ha detto che per fare il bene serva una triste serietà ad ogni costo? Ma davvero questi pensano che il pubblico sia in grado di cogliere il non meglio precisato significato recondito di questo spot? L’italiano medio ha bisogno di una politica a fumetti e va avanti a slogan. Nessun bambino berrebbe mai sciroppo amaro e minestrina solo perché la mamma è tanto buona. Insomma, prima di terminare la mia arringa, consiglio vivamente a questi ragazzi, se pensano di fare il bene, di cambiare radicalmente stile e rinnovare la propria immagine. Si può essere sexy e si può essere seri allo stesso tempo. Non sono molto religioso ma, che mi risulti, il peccato sono gli atti impuri, non chi li provoca perché ha un bel culo o delle belle tette.

Concludo con un alcune di note di colore:
- Paola Taverna ha troppe borse, mettetele un fondotinta;
- Se ti vuoi trombare una tipa non regalarle un mattone filosofico con bibliografia in polacco, offrile un sushi;
- Il cambio 1 Euro / 1000 Lire non lo augurerei neanche all’assassino di Yara;
- Einaudi questo pomeriggio ha diffidato il M5S dall’utilizzare la sua musica.

Il commento di MyNameIsNick: mamma mia dammi 1.936,27 lire.

Premesso che un caffè a 800 (?) lire non lo si beveva nemmeno nel 1999.
Premesso che (a) manco dai cinesi ti tagliano i capelli così male e, comunque, (b) il barbiere è un ladro perché con 10.000 lire non gli ha sistemato neppure la basetta.
Premesso che se fossi in lei, con 12.000 lire di aperitivo, beh, "ma col cazzo che te la do, barbone!". Ma va anche detto che voi la vorreste da una che legge le poesie di Whitman (ho interpretato così l’accondiscendente stupore) e che non si è nemmeno accorta che sulla forchetta che sta delicatamente portandosi alla bocca, probabilmente, non c’è nulla?
Premesso che questo, da come sta andando, mi pare che la tipa proprio non se la voglia fare. Anche il Dott_A (che - diciamolo - non è proprio uno che bada ai particolari) dopo l'aperitivo l’avrebbe portata fuori a cena.
Premesso che il tipo è davvero uno sfigato, con 22.000 lire (+ il libro) c'ha rimediato giusto ‘na becciata (visto l’andazzo vive ancora coi suoi ed è talmente braccino che di portarla in albergo manco c’ha pensato).

Ragà, cazzo però, potevate riempirgli di più il portafogli a 'sto sgangherato. Già nel 1992 gli 883 lo sapevano che un deca non ti basta neanche in pizzeria. Figuriamoci per un happy ending.

Beh, alla fine, considerato nel suo complesso, ritengo che sia un video che non fa altro che illuderti e prenderti per il culo: chiunque dopo la scena della stivalata avrà pensato “oh, mo’ parte il porno”. Macché. Mi spiace disattendere le vostre aspettative e non vorrei spoilerare ma sappiate che quel che vi tocca dopo la stivalata è solo un predicozzo della Taverna, vestita, per fortuna (Taverna che tra l’atro, nel cambio euro / lira, incula pure al povero ragazzo 936,27 lire… barbona!).

Se poi invece non ho capito nulla e mi volete dire che tornando alla lira:
a) potrò facilmente comprarmi la Illy;
b) mi potrò permettere, oltre al parrucchiere, anche il visagista delle dive (cit.);
c) (se giocata meglio) beccherò figa con circa 10 euro…
(Basta che Berlusconi non mi mandi di nuovo a casa la calcolatrice combiavaluta) Beh, dove firmo?

______________

Mi spiace solo non aver trovato il video sul tubo, qui il link da Il Fatto Quotidiano - On line
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/02/04/m5s-online-lo-spot-per-la-campagna-no-euro-con-la-senatrice-taverna/337067/

lunedì 2 febbraio 2015

Roma.

Sembrava una puntata di man VS food.
Io, da una parte, e le mezze maniche alla gricia, dall'altra.
Ho vinto io, naturalmente.

Roma è stata la tappa del nostro week end. 
Siamo arrivati alle 12 di sabato e ripartiti alle 18.30 di domenica, abbiamo macinato chilometri, visto tutto quello che il poco tempo a nostra disposizione ci ha permesso di vedere con la promessa di visitare anche i musei, la prossima volta.

Ci siamo, però, concessi la mostra di Escher al chiostro del Bramante e, oltre al consiglio di andarla a vedere (è davvero bella!), ve ne dò un altro: prenotate i biglietti on line, noi così ci siamo evitati una coda di 40 minuti.

Altro consiglio: la passeggiata al Pincio, da lì Roma è ancora più bella, se possibile.






Vi lascio con una curiosità.

Questa 

è una delle quattro figure allegoriche della Fontana dei Fiumi di Piazza Navona, è opera del Bernini e rappresenta il Nilo. La testa è nascosta da un velo perchè, ai tempi, non si conoscevano ancora le sorgenti del fiume, ma la leggenda narra che il Bernini avesse nascosto la testa per impedire alla figura di vedere la Chiesa di Sant'Agnese in Agone, nella stessa piazza, opera del suo rivale, Borromini. 
In realtà la leggenda non regge perchè la chiesa è successiva alla fontana, ma amo troppo le leggende popolari e non potevo non riportarvela!


martedì 27 gennaio 2015

Black Keys - n'altra volta?

Ok, il mio precedente post non ha attirato molto la vostra attenzione ma vabbé, imparerete col tempo.
Detto questo, annullarmi il concerto proprio non si fa.
Potete immaginare le imprecazioni, superate solo da quelle rivolte al buon Calvarese, arbitro di Napoli - Genoa di ieri sera: mannaggiatteechitihafattousciredalquelbucodiculo!
Ad ogni modo, dopo Little Black Submarines avrei voluto Nova baby.
Ecco a voi.

lunedì 26 gennaio 2015

giovedì 22 gennaio 2015

Black Keys - manca qualcosa?

Il prossimo 17 febbraio i Black Keys saranno a Milano e con loro ci sarò pure io.
Cioè, si, ci sarò pure io... a vederli.
Non nego però che essere sul palco non sarebbe male e sfrutto l'occasione per aprire una delle tante premesse della mia vita: il basso.
Una delle mie passioni è infatti sempre stata quello strumento un po' di nicchia che nessuno caga perché il figo della band, si sà, è al più il chitarrista, il bassista non se lo incula (scusate il francesismo) mai nessuno (se etero ben per lui, tra l'altro).
Passione che più che interrompersi di fatto non è mai iniziata.
Avevo un vecchio basso eredità di un qualche mio zio. L'ho guardato più volte appoggiato nell'angolo del muro di camera mia. Per pietà di quell'esile strumento - nudo - rilegato in un angolo, o forse perché faceva figo rispondere "vado a comprare le corde del mio basso" ad un "oggi cosa fai?" di una delle mie innumerevoli groopie, gli ho dunque regalato il vestito che meritava: quattro corde in freddissimo acciaio. Mai montate però.
Come vi dicevo, non è che si possa quindi proprio proprio dire che abbia mai avuto una vera passione per il basso.
Più che altro mi ci volevo avvicinare ma poi l'emozione di riuscire a fare l'intro di "Come as you are" con la chitarra (come, peraltro, non lo so dal momento che ogni volta che ho provato a strimpellare, la chitarra mi pregava di imparare a suonare il basso) ha tarpato ogni mia velleità di riuscita, nonché le ali ad un inevitabile volo verso il vicino fallimento.
Ma torniamo ai Black Keys.
La preparazione pre-concerto, come si sa, impone un necessario toto scaletta.
Girovagando sull'internet ho trovato questa del loro concerto del 2014 a Roma.


Beh, fan dei Black Keys e non, se seguissero questa non sarebbe male, nevvero?
Oppure manca qualcosa?
A voi l'ardua sentenza.

p.s.: se preferite invece non cagarmi fate come vi pare, eh. Non mi offendo. Anche se sono permaloso.
p.p.s.: Little Black Submarines è una delle mie preferite e proprio per questo vi beccate il video trovato sul tubo.


Enjoy.

lunedì 19 gennaio 2015

"L'amore è sempre stato di bocca buona riguardo ai suoi primi alimenti. Le prime conversazioni dell'amore assomigliano agli omogeneizzati dei bambini. Non importano gli ingredienti, tanto è di altro che si parla. L'amore sfida le leggi della dietetica, si nutre di tutto e un niente lo nutre. Si sono viste autentiche passioni nascere da conversazioni così povere  di proteine da reggersi a stento in piedi."


D. Pennac - Signor Malaussène -


(Tornerò a scrivere e non solo a citare, aspetto solo che ogni pezzo torni al suo posto e tornerò a scrivere.)

giovedì 15 gennaio 2015

Tutto qua.


I segnali per tornare a scrivere non sono stati certo incoraggianti e vi spiego perché.
L’idea mi è balenata nel corridoio dello studio: “boh, dai, stacco quei cinque minuti e spiego (a chi interessa poi?) perché sono tornato (per ora) a scrivere”.
Detto questo, entro in stanza e stak! (onomatopeizzando). Saltata la luce, o meglio, bruciata la lampadina. Diversamente non mi spiegherei perché sono l’unico idiota a scrivere al buio mentre nelle altre stanze sembra di essere a Times Square la notte di capodanno. Posto nel quale, peraltro, non sono mai stato, (virgola per l’intercalare) a capodanno.
Punto secondo. Considerando che prima scrivo su word e poi copio ed incollo sul blog, apro word e mi ritrovo un’impaginazione che fa proprio cagare. Non ho spazio in alto, margini ad minchiam. Brutto brutto. Ed io son pigro. Cioè, non mi si può boicottare proprio sul più bello. Son pigro! Non ho la benché minima voglia di rimettere tutto in ordine. Maledetta pigrizia.
Ah, se non avete capito il “punto secondo”, beh, preciso sono un cazzo di precisetti (“doppietta” voluta). Ho le mie fisse sull’impaginazione. Non si possono presentare al lettore pagine che fan piangere né scrivere su di un foglio che fa piangere. D’altronde se l’occhio piange poi legge male e comunque io non leggerei per principio. Quando ho sottomano atti di colleghi avversari che sono impaginati male parto prevenuto. Poi mi inculano, ma si fottano, io parto prevenuto.
Spero abbiate agevolmente superato questa premessa perché il concetto che vorrei esprimere viene ora.
Nasce tutto da in-coscienza e dell’uso che se ne sta facendo.
Seconda premessa.
Per quel che penso io, in-coscienza è un blog nato in un momento in cui le mie idee o, meglio, i miei pensieri erano focalizzati su argomenti che mi piaceva condividere. Mi piaceva pensare di poter giudicare un album musicale, un film, scrivere di quel poco che so di politica, esprimere un  mio pensiero e leggerne qualche commento.
In-coscienza, per me, è nato leggero.
Io credo che in una comunità ci sia necessità di differenti opinioni.
Non sono certo io il primo a dire che è una noia mortale condividere la stessa idea. Che poi cosa condividi se tutto è uguale proprio non lo so.
Le differenze, tuttavia, devono essere marcate. Marcate nel senso che è opportuno ed indispensabile che si sappia chi la pensa così e chi la pensa cosà.
Vedendo le ultime pubblicazioni di in-coscienza su Facebook mi son sentito in dovere di pigiare nuovamente i tasti (poi vi racconterò come ho scoperto cosa c’è sotto i tasti e che i tasti, in realtà, funzionano anche senza tasti, incredibile) per scrivere questo: io non la penso così, io non sono quello che ultimamente vedo scritto.
La “colpa” di questo post è tutta mia. Io non ho più scritto. Io non ho più commentato. Io non ho più mischiato al pensiero di altri in-coscienti non solo le mie opinioni ma anche le mie parole su fatti del tutto differenti, facendo così capire ai lettori che in-coscienza non è solo questo (ho pensato molto - bah, molto, qualche secondo - se usare l’indicativo presente per questa frase o l’imperfetto; diciamo che con l’indicativo presente mi sono dato fiducia da solo).
Tutto qua.

p.s.: rileggendo mi rendo conto di aver finito la premessa senza un finale sensato (non che il resto lo sia, certo, non ho la presunzione di considerare ciò che scrivo piacevole, figuriamoci sensato). Concludo nella maniera più stringata possibile: viste le premesse… “oh, ‘fanculo”.

p.p.s.: fanculo giustificato dal fatto che non ricordavo più la password.

* Sì, mi piace molto l’uso delle parentesi.
** La precisazione di cui al precedente punto secondo è una lezione di vita sintetizzabile nel ben conosciuto proverbio: “l’abito non fa il monaco”.
*** nel caso in cui il tempo usato per “non è tutto questo” non fosse un indicativo presente vi sarò grato di correggermi. Mi corriggerete ha detto un santo.