giovedì 29 marzo 2012

Un anno di pura in-coscienza.


Allora, allora, allora, finalmente ci siamo arrivati.
Il 29 marzo scorso usciva il nostro primo post. Si parlava di Strokes e del loro ultimo album. Da li un seguirsi di storie, musica, film, opinioni, libri, punzicate. Da li un seguirsi di visite, letture, commenti.
Nessuno di noi quattro si sarebbe mai aspettato di riuscire a portare avanti anche solo per poche settimane un'idea nata davanti ad un caffè, in un bar dall'appeal discutibile. Invece eccoci qua, noi scriviamo e voi state di la (mezza citazione di Vinicio Capossela).
Capendo che non è poi così semplice seguirci, leggerci e commentarci, le cazzate che scriviamo sono finite pure su Facebook e Twitter. Siamo quindi grati a chi, con un semplice gesto, ha pensato di "followarci" e "mi-piace-arci".
Avremmo voluto premiare questa vostra fedeltà con un giveaway (in palio c'era l'ultimo cd degli Ex-Otago ed un incredibile gioiello "That's Mine!") ma noi:
- cittadini mossi da un grande spirito di civiltà;
- giuristi (tranne uno) che ben sanno che il giveaway, in quanto concorso, é sottoposto ad una specifica procedura (redazione di un regolamento, deposito di una cauzione presso la Banca d'Italia, blà, blà, blà);
- ma, soprattutto, genovesi terrorizzati al pensiero di dover eventualmente pagare più di CINQUEMILA euro di sanzione, ci limitiamo a ringraziarvi per l'affetto che ci dimostrate sperando in ulteriori in-coscienti dimostrazioni d'affetto smisurato.

my name is nick
Amarillys
boh!
Dott. A.

martedì 27 marzo 2012

Consigli per una primavera perfetta.


"Diua, diua, è solo primavera!".
E' solo primavera un cazzo, miei cari Moravagine (altra influenza negativa della mia infanzia).
La primavera porta con sé senza dubbio lati positivi (temperature miti, belle giornate, più luce, ecc.) ma per noi maschi non sempre le aspettative sono le migliori, quindi occhi aperti - sempre - ma non su chiunque.
Si accorciano le gonne, si tolgono le prime giacche ed anche i seni più piccoli iniziano a far capolino da quelle magliette sempre più scollate ed attillate.
Ma non è tutto oro quel che luccica, diceva il saggio.
Infatti ormai non c'è più ritegno nella svestizione.
Il gentil sesso, pur di accaparrarsi qualche masculo è in rampa di lancio nello sfoggiare completini accattivanti, sensuali vedo/non vedo, insomma tutti abiti che necessitano di una girata di testa al passaggio.
Prima non era così? Beh, ni. D'inverno e d'autunno, a meno che non si abbiano quegli occhiali a raggi X tanto in voga nei giornaletti anni '90, è difficile farsi un'idea delle forme sotto fagotti di piumino e affini.
Io ho la mia teoria sulla primavera che sintetizzo con questo assunto: "la primavera è la stagione più sensuale" (da buon megalomane, cit. my name is nick).
Eh già, perché l'estate nulla lascia al caso, all'occhio tutto è servito su di un piatto d'argento.
Proprio questa ghigliottina all'immaginazione mi fa propendere per una stagione - la primavera, appunto - nella quale la fantasia può ancora farla da padrona; la scelta se gettare uno sguardo in più è una sorta di testa o croce dove non conta solo la fortuna ma anche l'inventiva, il gusto e qualche buona diottria.
Proprio per questo, e per esserci cascato pure io, vi allerto cari in-coscienti uomini.
Se vedete da lontano due cosce contenute in un paio di primissimi shorts non fate risuonare immediatamente il gong. A scapito di risultate impopolare come il buon Monti con l'art. 18, affermo categoricamente che tali indumenti (tra i quali faccio rientrare a buon titolo anche leggins, jeggins o tutti quello che finisce in -ins) dovrebbero essere indossati con moderazione, attenzione e buon gusto.
Infatti, qualora così non fosse, la bavetta che pian piano si stava facendo strada ai margini della bocca, via via che la presunta figa si avvicina, potrebbe tramutarsi in conato, magari riproponendovi un pranzo indigesto.
Insomma, chi possiede una circonferenza di giro-coscia pari o superiore (ma anche poco inferiore) al braccio di Hulk dovrebbe rispettare il prossimo.
Ibidem per il culone, ma conosco di gente a cui piace (salvato in corner).
Niente santarellini e/o santarelline, please.
Ormoni maschili in action, ma con attenzione.

domenica 25 marzo 2012

Melancholia (di L. V. Trier)


Torniamo all'anno 2009 ed a quel famoso Festival di Cannes nel quale il buon Lars stupì (più o meno) tutti con la sua sparata antisemita e Hitler-simpatizzante.
In quell'anno Von Trier presenta Melancholia, film dalle due facce e personalità, dai suoi due lati introspettivi opposti; strettamente e necessariamente vicini ma, a parer mio, mai in contatto.
Il "capitolo 1" ha come protagonista Justine (Kirsten Dunst), neo-sposa-e-non-più-sposa, cresciuta all'interno di una famiglia particolare, la quale convive a stento con una sana instabilità mentale; convinta che l'umanità abbia già preso dal mondo ciò che poteva prendere e convinta che la fine (anche e soprattutto propria) non sia poi un male così grande.
Nel "capitolo 2", invece, la sorella Claire (Charlotte Gainsbourg) è l'espressione del perfezionismo, della pulizia e tranquillità interiore. Un attaccamento alla materialità ai limiti dell'ossessione; un attaccamento alla vita minato dal quell'enorme sfera che pian piano si avvicina inesorabilmente alla Terra.
Melancholia è un film che mi ha lievemente ansiato. E' un film profondo, interessante, che lascia riflettere.
Sarà che ne venivo dal deludentissimo (ed ancor più ansiante) Antichrist, ma se la volontà di Trier è quella di lasciare lo spettatore con un senso di disagio "ragionato", beh, con me ha fatto centro.
Nelle sue quasi due ore si lascia vedere, un'introduzione eccellente ed interpretazioni convincenti (banale affermazione, la Dunst non per altro, e pur con il film non in concorso per la Palma d'Oro, ha vinto il premio come miglior attrice).
Insomma, dopo due anni mi chiedo ancora se le deprecabili affermazioni del regista siano state tutte una - passatemi il termine - bella mossa pubblicitaria, conscio di avere tra le mani una bella coppia d'assi.
Nota di colore: concedetemi qualche dubbio sullo "smorzacandela" della bella Kiki.

venerdì 23 marzo 2012

Dente avvelenato #1

Non tollero, nel senso che non risparmierei sonori schiaffi in faccia se solo non fosse penalmente rilevante, quelli che:

- “non capisco perché mi ha bocciato all’esame.. la sapevo così bene!”
Ne sei proprio sicuro???
Io, che bene la sapevo davvero, non l’ho mai detto.. chissà come mai.

- “ieri sono stato fino a tardi a lavoro!”
Primo: a me, che cazzo me ne frega?
Secondo: stai meno a  cazzeggiare su facebook ché magari esci un’ora prima da lavoro.

- quella che “sto patendo le pene d’amore.”
Tesoro, togli “sto patendo le” e “d’amore”, cosa ti rimane?
Ecco.

- combattono la fame nel mondo, la carestia, la violenza contro le donne stando con il culo comodo sulla sedia della scrivania e condividendo post/link patetici su facebook.
Il prossimo Nobel per la pace è sicuramente tuo.
Idiota.

- quelle che hanno un pessimo gusto nel vestire ma, belin, al braccio tengono il bauletto di Vuitton e al polso il bracciale di Tiffany.
Allora sì.

- credono di aver capito tutto della vita perché citano Fabio Volo.
Moccia no?

- quello che…
No, dai, questa non la scrivo.
Faresti meno fatica a riconoscerti se mettessi il tuo nome e cognome.

- quello che in palestra se la tira.
Hai il culone alla J. Lo (ve lo giuro, chiedete conferma a my name is nick che è stato il primo a notarlo!) e sei un cesso.


- quelli/e che si fanno gli autoscatti sexy, e non, in casa.
Non riesco neanche a commentarli.

Ogni riferimento a cose e persone é puramente casuale.

Credici.

giovedì 22 marzo 2012

I canali di in-coscienza.

Cari Follower e non,
è doveroso ringraziare chi - volente o nolente - perde il suo tempo per leggerci, commentarci o, magari, solo sfogliarci.
Boh! vi ringrazia con particolare sentimento, conscio che i suoi innumerevoli post hanno lasciato in voi quel qualcosa che vi fa dire "ma chi cazzo è Boh!?". Bene o male l'importante è che se ne parli, diceva qualcuno.
Per parlare più di noi, quindi, vi ricordiamo che siamo presenti anche su Facebook; cliccando sul link in fondo al post e poi su "mi piace" oltre a farci cosa gradita avrete anche a disposizione aggiornamenti, anteprime e novità in uscita.
"Chi ce lo fa fare? Non è già abbastanza leggervi per sbaglio?".
Certamente, cari miei, certamente. Ma non vorrete mica che il Dott. A. si scoraggi e non punzichi più? Tutto è rimesso alle vostre profonde coscienze.


Ma c'è di più. Se gli sproloqui di Amarillys  e my name is nick non fossero sufficienti, avete la possibilità di seguirli direttamente anche su Twitter. Di seguito i link per followarli anche li:

- Amarillys (oppure cercate @amarillys84)

- my name is nick (oppure cercate @myname_isnick)

- ci sarebbe anche il Dott. A., ma è molto passivo, ad ogni modo ecco il link Dott. A. (oppure cercate @dott_a).

Sentitamente ringraziamo per la cortese attenzione. Leggete e diffondete!

martedì 20 marzo 2012

Opened "fizzy" mind.

Ci siamo, il momento è arrivato.
Sentir parlare la gente a vanvera mi ha veramente rotto i coglioni, destabilizzando quell'io-zitello-acido latente che tanto sopiva nei meandri del mio subconscio.
Cari mie/i, ormai son tutti cazzi vostri.
Potreste pensare, "è impazzito, oppure ha bevuto?!", no cari in-coscienti, sono ben conscio sia del fatto di non essere sposato, sia del fatto che la mia ragazza non aspetta un figlio, quindi non è così che me ne andrò -> fuori di testa.
Eh, già, perché non ve ne lascerò passare una che sia una. Ogni minimo disturbo che creerete sarà oggetto di sparata, commento e per chi ha il (dis)piacere di vedermi passeggiare baldanzoso per strada, di fulmineo invio a fare in culo.
Si, mi son rotto. Mi son proprio rotto di sentire onniscienti ciarlatani e sodomizzati masochisti che profetizzano proprie sventure. Categorizzare è difficile ma vedrete che prima o poi capirete cosa voglio dire.
Siamo stati tacciati da un amico di scarsa frizzantezza. Il Fizzy Fun da Bubba Gump a New York purtroppo l'ho bevuto, consiglio a nessuno di berlo, ma "fizzy" ormai è una parola che mi perseguita. Condannato dall'eterno ricordo di quei gamberi corazzati che, complice un'untrice, mi hanno costretto a somministrazioni di Tachipirina 1000 ed Aspirina ogni 6 ore.
Frizzantezza.
Vi rammento infine che io e l'inglese non siamo ancora buoni amici, il titolo del post non so se (1) contenga errori e (2) se abbia senso.
In poche parole: sono alla frutta, cherry.

lunedì 19 marzo 2012

Don't touch my PESTO!


Qualche giorno fa sul Corriere è uscita un'intervista (che potete leggere qui) a Corrado Clini, Ministro dell'Ambiente, intervenuto per fornire un suo autorevolissimo pensiero in materia di OGM.
Non voglio entrar nel merito del dibattito OGM si, ed OGM no. Io, però, da buon genovese, ed amante di quel sughetto color verde-barretta-di-uranio che usasi chiamare pesto mi sento lievemente toccato nello spirito.
La frase incriminata è la seguente: 

«Senza l'ingegneria genetica oggi non avremmo alcuni fra i nostri prodotti più tipici. Il grano duro, il riso Carnaroli, il pomodoro San Marzano, il basilico ligure, la vite Nero D'Avola, la cipolla rossa di Tropea, il broccolo romanesco: sono stati ottenuti grazie agli incroci e con la mutagenesi sui semi»
(fonte Corriere della Sera, 15 marzo 2012, link riportato sopra)

Orbene, affermare che senza la genetica non avremmo il basilico (e di conseguenza il pesto), così, tranchant, mi sembra un'uscita del cazzo e decisamente azzardata. Peraltro, al successivo "davvero?" dell'intervistatore, l'onorevole Ministro si è sbilanciato in un sibillino "si". Ah, beh.
Come noto, la Liguria, troppo limitatamente - ed anche per sue colpe-, trova il suo maggiore appeal come meta del turismo estivo e dei week-end delle belle stagioni. Chi dalle città del nord emigra nelle più belle riviere del Ponente o Levante, oppure gironzola per i caruggi di Genova o visita le altre città e cittadine.
Volete togliere ai foresti la possibilità di godersi di un sano piatto di gnocchi o trenette al pesto? Mi sembra, come detto, una grossa cazzata. Di persone facilmente influenzabili ce ne sono a bizzeffe (ricordo ancora quando si diceva che il basilico con gambo più lungo di tot centimetri era cancerogeno, bah, lo si dice ancora? Lo è? Ri-bah).
Caro Ministro, invece di sparar facili sentenze, sentenzia nel momento in cui un foglio di carta di qualche rinomata università e/o centro di studi confermerà quanto così superficialmente affermato. Se avrai ragione chapeau.
Regalate un mazzetto di basilico!
Intanto, beccati questa tipica accoglienza ligure.

domenica 18 marzo 2012

I Tenenbaum (di Wes Anderson)


Ormai prossima l'uscita del suo nuovo film (Moonrise Kingdom, che verrà presentato come film d'apertura al prossimo Festival di Cannes), ho creduto opportuno prender parola riguardo ad un'altra delle opere dirette da Wes Anderson, e quindi, dopo il film d'animazione Fantastic Mr. Fox, eccomi qui a dirvi due parole su una delle famiglie più sconclusionate che il grande schermo vi ha mai regalato.
Nel 2001 I Tenenbaum irrompono roboanti col loro mix di genialità poliedrica ed avversione/odio/amore nei confronti di quel padre/marito che dona ai suoi tre figli un talento immenso (chi fin da piccolo è re della finanza, chi autrice di talento e chi affermato campione di tennis), per poi portarselo via coi suoi eccentrici comportamenti.
Royal Tenenbaum (unica interpretazione di Gene Hackman che ho apprezzato), ex avvocato di grido ed ormai sul lastrico, venendo a conoscenza che sua moglie Heteline (Angelica Houston) - dalla quale è separato - è in procinto di avere una nuova storia d'amore, decide di tentare di recuperare quei discreti rapporti che un tempo lo avevano reso, appunto, il "royal" Tenenbaum.
In questo ardito percorso, costellato da alti, bassi e medi, dovrà necessariamente "passare" attraverso i suoi figli Chas (Ben Stiller), Richie (Luke Wilson) e Margot (Gwynet Paltrow), in un turbine di avventure, introspezioni, segreti che vengono raccontati in perfetto stile andersoniano.
Riuscirà Royal a ritrovare lo sguardo di quei figli che un tempo lo guardavano come un eroe?
Comicità al limite del surreale, solite interpretazioni maiuscole (sarà pure una piccola parte, ma sapere che vedrò il faccione di Bill Murray è già un bonus notevole) e tante, tante storie una dentro l'altra, questo sono I Tenenbaum.
Premetto che adoro Wes Anderson, che ogni suo film mi è decisamente piaciuto (sì, anche le tanto vituperate Avventure acquatiche di Steve Zissou), capisco chi si schiera nella fazione anti-andersoniana, non apprezzando uno stile che, obiettivamente, è il leit-motif di ogni suo film.
Per questa pellicola, però, più che per la precedente citata, consiglio vivamente ai "non fan" di turarsi il naso e guardare.
Ne vale veramente la pena.
Ad ogni modo eccovi qualche minuto della nuova opera.

venerdì 16 marzo 2012

How is it going? - Una notte a Downtown!


Sabato sera, dopo una lunga passeggiata inconcludente all’Hollywood Sign, (ve ne parlero’ quando riusciremo a conquistare la vetta), abbiamo optato per una seratina tra cultura e musica. Ad invitarmi e’ stata Autumn Harrison, una mia collega del Getty Museum, che fa parte dei Salt Petal.
Una band dai ritmi Tropical/Folk/Rock, accompagnati da electric & spanish guitars, accordion, bass, drums - congas - djembe, flute, trumpet and harmonizing vocals, insomma, chi più strumenti ha, più li porti.


Come si dice da queste parti sounds good, e ancora di piu’ perche’  la “The Hive Gallery & studios  mi è sembrata una location mi e’ sembrata da subito molto interessante.
La Hive Gallery, una think-tank dove ogni mese prendono forma mostre temporanee accompagnate da eventi e concerti. Arte contemporanea, molto fuori dagli schemi. Per dire, il pezzo forte dell’esibizione era una donna vera, vestita di bianco, con in mano un cuore sanguinante.


A costo di sembrare turista cinese, ho fotografato la parete del bagno, semplicemte stupenda! Vale il prezzo del biglietto solo il poter entrare in un bagno dove persino le tubature sono state usate per esprimere la propria arte!

Il concerto e’ stato veramente bello, dal vivo sono bravissimi!! La sperimentazione di strumenti molto diversi tra loro rendono il concerto molto vario e divertente. Riescono a trasmettere la gioia di suonare insieme e nello stesso tempo regalano al pubblico una carica indescrivibile!
Spero che questo articoletto vi incuriosisca e vi faccia venire voglia di ascoltare le loro canzoni, che potete trovare su YouTube. Come inizio vi consiglio di sentire “Hot days”, la mia preferita! Potete trovarli anche su facebook.
Ultima chicca, proprio moooolto Americana. Una settimana fa i Salt Petal sono partiti per una serie di concerti a Austin in Texas. Che ci vuole direte voi! E no, loro hanno caricato tutti gli strumenti sulla macchina e via, Los Angeles-Austin on the road!! Sono partiti il 9 marzo e sono finalmente arrivati il 12 a destinazione, pronti per affrontare 4 giorni di concerto!
Che vi devo dire adoro questo genere di cose, l’idea di caricare la macchina, possibilmente vecchiotta e acciaccata e partire! Descrive perfettamente lo spirito libero ed easy della California!
Che aggiungere se non fatemi sapere che ne pensate ed….ENJOY!!

Dalla vostra corrispondente immigrata/emigrata Giulai.

giovedì 15 marzo 2012

Il posto di cui vi parlo #1.

Nel posto di cui vi parlo si può incontrare tantissima gente diversa (come inizio sembra lo spot della Daygum).
Infatti, spesso è popolato dalla fighetta che se la tira con un inusuale tacco 12, dall'ubriacone mezzo svenuto che non si gode per manco un minuto lo spettacolo, dall'avvocato in carriera che - per un po' - ha dismesso la toga, dall'ingegnere, dallo spazzino, dallo yuppie (figura mitologica la cui esistenza è oggi in forte discussione), ecc.
In pratica, se si ha bisogno di qualsiasi prestazione (forse quelle "occasionali" no), è proprio il posto ideale. Peccato però che in questo posto nessuno starà a sentire o parlerà di argomenti diversi dal mugugno; quindi, se proprio di domenica (indizio) la lavatrice o il cesso dovessero iniziare perdere, neppure dietro un doveroso pagamento senza fattura l'idraulico di turno - anche lui presente - vi aggiusterà il guasto.
Il posto di cui vi parlo è strano, infatti qui è possibile sentire l'odore di tante cose. Sudore, Chanel n. 5 (vedasi fighetta di cui sopra), fritto (misto, gamberi, pesce, carne), sigaretta, ma soprattutto odori di erbe diverse (indizio). L'odore di una in particolare, finché ci sarà, è piuttosto suggestivo, mi ha sempre affascinato; l'odore delle altre, invece, mi ha fatto apprezzare spettacoli che in altre circostanze, beh, dai, si capisce, "ho visto cose che voi umani" [cit.]...
Nel posto di cui vi parlo, seppur al suo interno non vi si annoverino cantanti di spessore, è frequente sentir intonare canzoni passate e presenti, certo le parole non sono proprio quelle originali, ma la melodia si. Una sorta di cover adattata allo spettacolo (indizio). E come nei maggiori teatri che si rispetti, se lo spettacolo è gradito scatteranno infinite standing ovation; viceversa, gli interpreti verranno ricoperti di sonore bordate di fischi.
Nel posto di cui vi parlo, anche la Regina Elisabetta perderebbe il suo rinomato aplomb nel caso in cui il direttore d'orchestra dovesse steccare qualche "passaggio" (indizio).
Beh, il posto di cui vi ho parlato non sarà sicuramente meraviglioso, non sarà fine, né chic, ma è certo che io non riesco a farne a meno quando vedo quei due colori.
Red&blue.
Per chi non ci fosse arrivato, ecco la soluzione.