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lunedì 30 gennaio 2012

Por qué Fagiano, por qué?!


Il titolo riprende uno sfogo di Josè Mourinho quando, ormai rassegnato al fatto di non poter mai e poi mai battere il Barcellona in uno scontro diretto, si è posto alcune domande, anzi, alcuni perché.
Questo post non analizzerà la partita, c'è poco da dire, il King Size ha perso 6 (o 7) a 2 con un solo sussulto sul 3-0 avversario quando un Varlese a mezzo servizio ed una testata di Bertoni portano il Fagiano sul 3-2.
Mi chiedo, por qué non c'era Luca Dal Pozzo?
Mi chiedo, por qué non c'era Marco Ferrando in arte Corrando?
Mi chiedo, por qué non c'era Simone Pieri Vincentelli?
Mi chiedo, por qué non c'era Emanuele Dagnino (che pare non essersela sentita)?
Le assenze di Giacomone e del Capitan Dogliotti sono giustificate, il primo già domenica scorsa comunicava la sua assenza, il secondo è alle prese con qualche "punto" di troppo.
E' vero, ieri sera c'erano 2° ad essere positivi, pioveva ed il campo era in condizioni pessime.
Ma 7 Fagiani c'erano. Marchesi, Staricco, Galliano, Ravazzolo, Bertoni, Giotti e Mister Varlese, quest'ultimo sceso in campo nonostante il gravissimo e serissimo infortunio.
Gli altri?
Mi chiedo, e si chiedono tutte le maggiori testate giornalistiche, "dove vuole arrivare il King Size?".
Una squadra che al completo può battere chiunque, una squadra che al completo potrebbe essere in testa a questo girone, una squadra che non al completo (anzi, contati) è riuscita a pareggiare con gli ultimi in classifica e prenderne 6 (o 7) questo turno.
Cosa vogliamo fare?
E' vero che il girone di ritorno è cominciato come il girone d'andata (sconfitta) e che quindi, con gli stessi punti dell'andata (+2 perché si spera di vincere con gli ultimi), si potrebbe concludere al 3°/4° posto; ma cercare di vincere una volta tanto?
Servono innesti sul mercato? Io penso proprio di no.
Penso, invece, che ci vorrebbe più cuore giallo/rosso.
La mia domenica calcistica poteva essere perfetta (grande Genoa e vittoria al Fantacalcio), così non è stato. Ma non tanto per la sconfitta, ma per quei 7 scappati di casa che, considerato lo stesso colore della maglia degli avversari, sono scesi in campo chi con la vecchia maglia, chi con la vecchissima e chi con la maglietta della Banda Bassotti.
E gli altri? Con pantofole e copertina seduti, al caldo, sul divano di casa.

lunedì 23 gennaio 2012

Hara-kingsize.


"Che hara-kiri King Size!".
Così titolano le maggiori testate giornalistiche nazionali, ed hanno ragione, proprio di hara-kiri si deve parlare.
Certo, il Fagiano era assolutamente rimaneggiato. Pesavano come macigni le assenze della Dalpa, del Capitano, di Giotti, di Ferrando, di The Wall Staricco. Beh, su quest'ultimo i dubbi sono molti. Mister Varlese si è ormai rassegnato a perdere colui che, giustamente, un tempo era chiamato The Wall, ormai considerato un unico, piccolo, solo brick in quel the wall che, appunto, era; spesso verdognolo, farfugliante parole senza senso e, soprattutto, desaparecido. Confuso.
Detto ciò, la formazione vede Capitan - e presto papà - Ravazzolo in difesa assieme a Galliano. Simo sulla fascia sinistra, e Mone, rinfrancato dalla presenza dell'unica spettatrice del King sugli spalti, all'opposto. Bertoni a dettare i tempi dietro ad uno stoico Mister Varlese, sacrificatosi per i primi 8 minuti, in attesa della Dagna dispersa chissà dove.
Gli avversari? Beh, erano qualcosa che di più inguardabile non si poteva vedere. Ben lontani da quello che si può definire una squadra. A km-luce da qualcosa di assolutamente definibile.
Nonostante la netta superiorità, il King Size Utd gioca la più classica partita da Fagiano, neppure supportati da quella che viene da alcuni definita sorte, da altri fortuna e dai più, semplicemente culo.
Dopo il facile 1-0 siglato dal semprepiùfiliformeebomber Mone, Galliano sfodera ciò di cui nessuno - e neppure lui - lo considerava capace: il tiro dalla distanza. Un bolide sfiora il palo ed uno viene disinnescato con difficoltà.
Bertoni detta geometrie non all'altezza della sua indiscussa fama nel circuito Calcio Liguria, e non solo, ma pur sempre sufficienti per creare quelle palle gol che dovevano essere sfruttate.
Nel primo tempo si registrano solo due svarioni della difesa giallo-rossa, difesa poi ben bloccata con l'attenzione di Rava e le diagonali di Simo.
All'intervallo Mister Varlese, nelle sue più consuete vesti di sciamano, afferma con tono deciso: "se non gli facciamo il secondo qui lo si prende.". Interviene quindi la Dagna, che con quel tono pacato, calmo, ma pungente, suggerisce la sua strategia vincente: "Catenaccio ragazzi, catenaccio".
Non si capisce bene con che spirito il pennuto sia entrato in campo nella ripresa. Fatto sta che le occasioni create non sono state sfruttate per questione di centimetri (i tiri della Dagna), di decimetri (i tiri di Simo) e di chilometri (i famosi tiri al volo di mancino di Mone).
Detto questo, la difesa diagonalata di giallo-rosso concede solo al 24° (minuto speculare all'89°) l'unica  vera occasione della partita agli avversari. Galliano liscia un colpo di testa banale (anche se fino a quel momento i neuroni persi considerati gli innumerevoli interventi di testa erano e sono indefiniti), Rava si fa scappare l'uomo e Marchesi - sì, c'era anche lui - completa la frittata. 1-1.
Due punti letteralmente buttati nel cesso, ma non demordiamo.
Domenica prossima ci attende la Bocciofila Sestrese, nel girone d'andata vittoriosa contro un Fagiano ridotto in 6 uomini per un tempo, e festanti come se avessero vinto la Champions League.
L'occhio del Fagiano gronda sangue.

Non essendoci il Capitano le pagelle le ha fatte il Mister, qui.

venerdì 20 gennaio 2012

Non ci ferma nemmeno il panettone.



Si riprende dopo le vacanze natalizie.
Si riprende con qualche chilo in più e minuto di fiato in meno.
Si riprende con Mone che pare non essere ingrassato di un etto, quella maglia bianca a strisce giallo/rosse lo fascia come un bebè nella culla.
Si riprende contro il Guaranito, primi in classifica.
La formazione è al top, pesano comunque le assenze di “The Wall” Staricco, a fare i conti con l’ennesimo eccesso, di Simo e di Albe. Il mister da l’esempio arrivando con una quindicina di minuti di ritardo, preso più dal seguire il derby che i suoi ragazzi. Capitan Dogliotti e la Dagna, inseriti nella formazione titolare arrivano anche loro in colpevole ritardo.
Insomma, le premesse per un’altra partita da fagiani ci sono tutte.
In realtà i ragazzi scendono in campo tranquilli, autoritari, mostrando un gioco quanto mai fluido e preciso.
In questa fotografia di squadra tipo, Marco “Corrando” Ferrando già al secondo minuto deve spiegare a Mone come si chiama. “Marco, mi chiamo Marco”. “Ok Corra, ok”, risponde Mone.
Il primo tempo si conclude con un equilibrato 1-0 per gli avversari. Nonostante il parziale negativo si intravedevano spiragli per un recupero.
In apertura di tempo, il mobilissimo Mone, imbeccato da un’assist al bacio di Galliano, piazza un sinistro imprendibile sotto la traversa. 1-1.
Il clima si fa teso e gli animi si surriscaldano. Il fagiano inizia ad innervosirsi.
Il Guaranito è compagine giovane, che fa del suo punto di forza la corsa. I due difensori del King, invece, già al 3° del secondo tempo mostravano segni di cedimento. Paonazzi e con sguardo allarmato si scambiavano affermazioni del tipo “oh belin, son di legno”, e Dalpoz: “non dirlo a me, mi vedesse Geppetto”.
Il 2-1 avversario era nell’aria ed arriva con una conclusione da fuori che non lascia scampo all’incolpevole Marchesi.
Ma qui, qui si sveglia chi fino a quel momento aveva lasciato a casa la voglia. Utile al King Size quanto uno spazzolino da denti in mezzo al deserto, Bertoni prende in mano le redini della squadra ed inizia ad impostare geometrie degne del miglior Pitagora.
Il 2-2 è di Giotti mentre il 3-2, un minuto dopo, è una saetta dello stesso Bertoni. Un tiro di forza tale da stentare ad arrivare quasi in porta. Gli spettatori - insolitamente presenti -, prima che la palla entrasse nel sacco son riusciti a consumare, nell’ordine, 2 vaschette di pop corn grandi, una fiorentina da 400 gr. a testa, 1 etto e mezzo di soppressata e 4 fiaschette di Lambrusco. L’entusiasmo era comprensibilmente alle stalle.
Grande prova dei ragazzi con un "giottiano" ma va a cagare all'arbitro che costa il rosso diretto.
Una dimostrazione che neppure panettoni, galline, pansoti, insalate russe ed affettati hanno minato la classe e la grinta di questo gruppo di scappati di casa.
Dai fagiani, sotto con la prossima.
Scusate il ritardo.

Qui le pagelle del Capitano.

lunedì 5 dicembre 2011

Grinta e cuore giallo-rosso-fagiano.

Prima del breve commento tennico, ho l'onore di presentare a voi in-coscienti la nuova divisa ufficiale del King Size United.


King Size United - Slide 3-3

Quel Fagiano stampato sul petto, vicino al cuore giallo-rosso-fagiano. Un simbolo che il buon Bertoni ha baciato (forse) in occasione del gol del momentaneo pareggio.
Proprio così, il King Size United ha abituato i suoi tifosi a partite al cardiopalma, partite adrenaliniche, partite fuori dal comune. Anche questa senza nessuna smentita. Pochi minuti ed il glorioso pennuto è già sotto. Come sempre, però, nessuno scoramento. Testa alta e si riparte, fieri con le nuove casacche da onorare.
Il match è dei più difficili in questo avvio di stagione, la capolista Slide è compagine temibile. Per tutti, ma non per noi. Come accennato Bertoni trova il gol del pareggio con un incredibile destro al volo direttamente da rimessa laterale. Cinico, preciso, doti proprie del centromediano ex Marassi, oggi Imperia, domani chissà dove. Vagabondo.
Che sia una partita dura lo dimostra il giallo beccato a metà tempo dal mastino Simo, intento a fermare l'attaccante avversario con una vistosa trattenuta. Avesse potuto si sarebbe attaccato alle caviglie, Simo. Caviglie morse per tutta la partita a chi gli capitava appresso.
Detto questo la partita scivola via, combattuta fino a quando un'infilata coglie la coppia difensiva (inedita) Galliano - Simo alla sprovvista, forse poco coperti, ma passatemi la battuta, non faceva per niente freddo. Il 2-1 per lo Slide è servito.
Ci sono volute le due ali Giotti e Capitan Dogliotti a vorticare imperterriti alla ricerca di rifornimenti per la boa Ferrando, un poco isolato e non servito a dovere.
Dovere che fa con freddezza quasi allo scadere del tempo quando da rapace d'area tap-inizza una palla vagante. 2-2.
Primo tempo che si chiude con un Varlese che manda letteralmente a quel paese Galliano, reo di aver tentato (peraltro con estrema eleganza e quasi in maniera vincente) un aticipo. Come detto, il tempismo era perfetto, la sufficienza, pure. Palla mancata e avversario davanti alla porta che spedisce a lato. Pericolo sventato.
Il secondo tempo è stato un Marchesi-show! Un King Size sulle gambe (senza possibilità di cambi a causa delle inspiegabili assenze di uno Staricco che pare essere ancora a Parigi, di un Dagnino a mangiare Gianduiotti, di un Ravazzolo desaparecido e di un Giacomone intento a sgozzare l'ennesimo maialotto) è stato letteralmente salvato dal portierino che viene da non so dove. Parate su parate hanno consentito al Fagiano di rimanere in partita.
Una serpentina di Giotti potrebbe portare sul 3-2 per i giallo-rossi tinti di bianco, ma viene incredibilmente spenta sulla linea di porta (o del fallo laterale?).
Obiettivamente poche azioni offensive, ma comunque pericolose e decisive quando, sul 3-2 avversario, Ferrando azzecca il destro vincente a porta sguarnita dopo un assolo di Bertoni degno del compianto Jimi Hendrix. Let's rock!
Un 3-3 che porta a tre i risultati utili consecutivi. Sotto coi prossimi e qui le pagelle del Capitano.

lunedì 28 novembre 2011

Il cuore del Fagiano.

King Size United - MCCL 5-4


Il cuore del Fagiano è giallo-rosso.
Il cuore del Fagiano non si ferma mai.
Anche quando pensi di aver perso, quando alcuni uomini chiave non girano, quando ti affidi ad un'ala di 815 kg, anche in questi casi il cuore del Fagiano ti da una mano.
Minuto 53esimo (che è un po' come il 93esimo per il campionato a 7), la Dagna danza sulla fascia, scarta un avversario, arriva sul fondo, quando tutti pensavano "ora fa quella merda di pallonetto e la caccia in cielo", l'altruismo fa sì che la metta in mezzo.
Lì, dove un Giotti terrorizzato davanti alla porta spalancata, manco avesse visto un'entità maligna, era convinto, più di tutti, di sbagliare. Ed invece no. Sinistro chirurgico nell'angolino e 5-4 per il King Size United.
Nel mentre una partita che ha visto la banda Varlese offrire, nei suoi singoli, prestazioni altalenanti.
Marchesi pronto ormai per palcoscenici importanti. L'opaca prestazione di un Galliano affaticato dalle 4 partite consecutive da titolare. La sua faccia, color latte già al 20esimo secondo del primo tempo era tutto dire. Difficoltà che hanno coinvolto anche il perno del centrocampo Ferrando, stranamente fuori partita e fuori fiato. Per fortuna che un tackleista Ravazzolo ed un gigantesco Staricco hanno blindato la difesa. Un fantasioso Dogliotti si è districato egregiamente sulla fascia. Il sempre puntuale e più certo Simo conferma il suo sangue fagianesco. Un ritrovato Dagnino, autore di giocate sopraffine. Un grande Giotti, combattente dei tempi d'oro.
E poi lui, "815 kg di morbidezza Giacomone", un elogio per quest'uomo che gioca in coppia con sé stesso, ma che ha grinta da vendere e carattere che alcuni elementi dovrebbero prendere in prestito. La sua tripletta è stata fondamentale e splendida. Grazie Jack e ricordati che "se sei il sei sei il"??
Questo sproloquio per dire che il Fagiano è partito come al solito a rilento. Uno 0-1 dopo nemmeno un minuto di gioco. Ma ormai è così, ogni partita è così. Non ci piace vincere facile.
1-1, 1-2, 2-2, 2-3. Un continuo inseguire fino a quel bellissimo 53esimo minuto. La panchina che esplode.
La gioia sugli spalti del Boschetto è stata incontenibile. Peccato fossero i tifosi della squadra che avrebbe giocato dopo di noi, esausti dallo scempio cui avevano appena assistito.
Ma va bene così, tre punti in saccoccia ed in volo verso il primato.
Qui le pagelle del Capitano.

lunedì 21 novembre 2011

Il risveglio del Fagiano.

King Size United - Bocazena 7-4


Ed eccolo di nuovo lì, nel cielo, fiero. Apre le ali e spicca in volo, leggiadro come solo un alito di vento sa essere.
Il Fagiano si è risvegliato.
Oddio, l'inizio del match poteva far presagire alla classica "fagianata" (dicesi "fagianata" una qualsiasi cosa fatta da svogliati, tanto per fare, con la conseguenza che ciò che ne esce è una scontata figura di merda). Il Bocazena, infatti, nella sua estrema modestia si è portato con nemmeno troppa difficoltà sul 2-0, complice una "fagianata", appunto, del buon "Buffon" Marchesi. Non importa, ci si rialza.
Mr. Varlese, infortunatosi ad una caviglia, schiera una formazione d'emergenza considerate anche le assenze di Dal Pozzo, Ferrando, Giacomone e Staricco (quest'ultimo presumibilmente di nuovo sotto i fumi dell'alcool). Davanti a Marchesi si schierano così Galliano e Pieri Vincentelli, alias Simo; il metronomo  della situazione è l'imperiese di adozione, Bertoni. A macinare chilometri sulle fasce ci pensano "culo basso ma tanta tecnica" Capitan Dogliotti ed un ritrovato Giotti. In attacco il redivivo e fondamentale, quando ne ha voglia, Dagnino detto La Dagna! A disposizione il tuttofare, imbianchino, idraulico, centrale difensivo, odontoiatra, laterale, Ravazzolo.
Come detto l'inizio non è stato dei migliori, ma il gioco non mancava. Errori banali ed imprecisioni non hanno reso più felice il risultato, per ora. Un Giotti che mirava con costanza il piccione raggelato sulla rete dietro alla porta, un Bertoni (come detto un po' legato ma sempre il miglior calciatore che il calcio a 7 abbia mai sfornato) persistente nel colpire con precisione millimetrica i difensori avversari, prima uno, poi l'altro e poi uno ancora. Porta stregata.
A metà del secondo tempo, però, sortita offensiva di Galliano porta il "Messi di Castelletto" (o almeno così era) Dagnino al tiro da fuori area, quella ragnatela all'incrocio è ancora là, la palla è comunque dentro. 1-2 e rinascita.
Da quel momento in poi non ce n'è stato più per nessuno. Il parziale all'intervallo si è sì limitato ad un 2-2, ma la ripresa ha consentito ai Fagiani di portarsi su di un netto ed indiscutibile 6-2, senza alibi per il Bocazena.
Netta la superiorità. Sempre Dagnino (autore di una tripletta), la doppietta del Capitano e "finalmente lui" Giotti (autore di una ottima prova, tutta cuore) hanno messo al sicuro il risultato.
Spendo due parole, due, sul nuovo acquisto Simo. Rognoso, magari ruvido, sicuramente efficace. Il gol della tranquillità (7-3) è suo e stra-meritato.
Il 7-4 del Bocazena serve solo per i tabellini.
Qui le pagelle di Capitan Dogliotti.
E bravo Mister, hai salvato la panchina!
Alla prossima cari amici, nella speranza che quando gioca il King Size United le tribune si colorino presto di quel caldo giallo-rosso, con tifosi in lacrime dall'emozione, intonanti "ohh King Size, la tua stella brilla in alto e non potrà spegnersi mai".

venerdì 18 novembre 2011

Il Fagiano di cristallo.

King Size United - Bocciofila Sestrese 6-7


Considerato il risultato i "benpensanti" avranno già pronta la classica frase per screditare quei ragazzi con la maglietta giallo/rossa, che si fanno in 4 per riportare in alto, nei cieli che competono, il tenebroso e fiero volatile.
"Son grammi", "è un'altra stagione fallimentare", "te l'avevo detto io", "meglio andare a giocare a cirulla che vedere quei brocchi".
Eh no, cari miei, non lo accetto! Questa sera i ragazzi hanno dato l'anima, sono usciti coi crampi, sfiniti.
La realtà è diversa da quei due numeri lassù.
Un primo tempo dominato per i ragazzi di Mr. Varlese (allenatore/giocatore).
Questa volta le pallette del fagiano erano belle in mostra, gli avversari le hanno viste, e le hanno temute. Un primo tempo da Grande squadra. Sovrastati gli avversari in ogni dove e perché.
Uno strepitoso e straripante Ferrando in avanti giganteggiava in mezzo a dei "Davide" di una piccolezza disumana. I tre nel mezzo facevano girare la palla come se al posto dei soliti "ferracci da stiro" avessero precise calamite: Dogliotti-Dal Pozzo-Varlese, tic-toc-tac, qui-quo-qua, i tre porcellini, un affiatamento fiabesco. Dietro si è rivisto il MURO: Staricco-Galliano, da li non si passa, o se si passa si deve chiedere indietro la gamba. Marchesi in porta si supera nelle sporadiche e solo eventuali disattenzioni difensive.
Sembra il cantico di una vittoria, invece il risultato e la sorte sono beffardi. Primo tempo 4-2.
Minuto 2' del secondo tempo: Varlese segna la sua tripletta con un preciso destro all'angolo (pareggiato un m istante dopo nei conti dall'altra tripletta di Ferrando). Il risultato è sorprendente. King Size 6 - Bocciofila Sestrese 2.
Minuto 3', Dal Pozzo prova un sinistro da fuori. Alto. Ma il peggio è che il biondo centrocampista si accascia, dolorante, mano sulla caviglia. Ri-entra Staricco che nel frattempo aveva lasciato il posto al "mastino" Ravazzolo.
Minuto 5'. The end. L'orchestra suona il Requiem. "Fantasia e leggerezza" Varlese, dal nulla, urla. Si accascia, il terreno trema, e con lui i cuori dei compagni. Caviglia distorta. In panchina, a far compagnia all'altro medicando, il buon Fezio ("accompagnatore per caso") alza le braccia al cielo, Diobon! La mitologica figura del "Fagiano di cristallo" si è palesata in tutta la sua fragilità.
La squadra resta gioco forza con un uomo in meno.
Lotta, combatte, resiste. Capitola a 2 minuti dalla fine, più recupero.
Non ci sta. E non ci sta la smisurata esultanza di una Bocciofila Sestrese capace solo, a parità numerica, di farsi infilare come un coltello nel burro, in difesa, e di schiantarsi contro la diga foranea, in attacco. Non ci sta.
Increduli rientramo, testa china nello spogliatoio.
Per la prossima partita si registrano già le seguenti, pesanti, assenze: Varlese, Dal Pozzo, Ferrando e Giacomone. I rientri di Giotti e Bertoni colmano lacune tattiche.
L'ectoplasmatico Dagnino, vero fiore all'occhiello di questa squadra, è più irrintracciabile di quanto non lo sia Berlusconi dalle Procure. E' ormai un caso, gente dubita persino del suo attaccamento alla maglia ed al Fagiano. Oggetto misterioso.
Ecco le pagelle di Capitan Dogliotti, qui.
Testa in alto.

martedì 15 novembre 2011

King Size United, il nuovo esordio.


I ragazzi sono tesi, pronti a scendere nuovamente in campo. Il Fagiano che fiero è stampato sulle loro maglie è pronto per tornare a volare.
Peccato solo che a maglie non stessimo proprio bene bene. Tra divise vecchie vecchie e divise vecchie (in attesa delle nuove) si potevano contare due 77 e due 8. Giacomone, nel dubbio, si è presentato con un sacchetto di plastica, probabilmente LIDL, quasi vuoto. "Mone, la maglia?", "Cazzo però, pensavo ci fossero quelle nuove, non l'ho portata". Ci si arrangia come può, il 77 viene trasformato con dello scotch di carta in un intrigante 37, dal nulla si crea un 11 e l'ultimo resta con il più classico dei "senza numero". Maglia girata e via.
L'arbitro entra nello spogliatoio per il consueto appello. Primo nome sulla lista, "Staricco". Eccolo chiamato e per pronta risposta arriva un idefinibile "sono io" (per chi non lo sapesse, quando l'arbitro fa l'appello il giocatore dovrebbe - condizionale d'obbligo vista la scena - rispondere con nome e numero di maglia).
I presupposti per una delle più classiche figure di merda c'erano già tutti.
La formazione: Marchesi - Galliano, Staricco - Dogliotti, Bertoni, Giacomone - Apo. A disposizione: Simo e Varlese.
Partita che inizia nel migliore dei modi. Dopo nemmeno un minuto, lancio alla viva il parroco degli avversari, Galliano sta un po' guardare, portiere che esce e non esce, avversario che arriva. 1-0.
Il nuovo esordio del King è un po' così, distratto.
La partita prosegue su binari molli, mollissimi. I ragazzi sembra che abbiano panissa al posto delle gambe, forse ubriacati ancora dal recentissimo Critical Wine. Un irriconoscibile Giotti viene sostituito dopo neanche 20 minuti di gioco da un Varlese che voleva prendere in mano la chiave del gioco, le chiavi di tutto. E' probabile che abbia sbagliato mazzo - di chiavi -, anche la sua prestazione è stata al di sotto delle aspettative.
Un primo tempo che ha comunque visto i Fagiani cercare più volte la porta, con poca cattiveria, è vero, ma pur sempre vogliosi di centrare quell'obiettivo che solo la "lieve imprecisione" e la "sfortuna" non hanno permesso di raggiungere. Il primo tiro di Giacomone, infatti, è terminato solo 30 mt sopra la porta, una conclusione di Giotti ha impiegato circa 20 minuti ad arrivare in rete, Bertoni continuava a colpire gli avversari ed il portiere, quelle poche volte che centravamo la porta, si disimpegnava con miracoli su miracoli. Il leitmotiv del primo tempo,  intermezzato da ubriacanti (mai termine più azzeccatto) serpentine di Dogliotti, è stato purtroppo così, finché, finalmente, la rete si è gonfiata dopo un tiro chirurgico di Giacomone. 
Peccato che nel mentre gli avversari avevano colpito altre due volte.
Fine primo tempo. King Size United - Sestri UTD 1-3.
C'è tensione nell'aria. La squadra non è unita come dovrebbe. Galliano - al termine della partita definito da Capitan Dogliotti "poco umile" per alcune sue giocate - se la prende per i troppi rimproveri collettivi ed il poco sostegno ai compagni. La squadra, comunque, si guarda in faccia, pronta a reagire.
Inizia il secondo tempo.
Passano due minuti, il numero 9 avversario fa partire una sassata da quasi metà campo che non lascia (s)campo al buon Marchesi. Il 4-1 è servito. Il morale è alla frutta.
Il King ci ha provato, con poca convinzione, pasticciando, slegandosi. E' rientrato addirittura in partita portandosi sul 4-3 grazie ad un acuto di un piuttosto ispirato Giacomone (tra i peggiori il migliore) ed una zampata felina di Galliano (che comunque non alza il voto di una partita sottotono). Nel mentre altri 4 gol loro ed uno di Varlese.
Sconfitta finale all'esordio per 8-4.
Giovedì di nuovo in campo per il recupero. Dai Fagiani! Siamo solo all'inizio.
E se il buongiorno si vede dal mattino, beh, son proprio cazzi.
Qui per le temutissime pagelle di Capitan Dogliotti.