domenica 13 novembre 2011

Rodrigo Palacio by in-coscienza

Un sentitissimo GRAZIE a chi ha potuto tramutare in realtà una mia "ingannatoria" richiesta. Già follower di questo blog e "mi piacista" su Facebook, la Dani non può far altro che avere - da qui a chissà quando - la mia più sentita riconoscenza.
Possiamo dire che in-coscienza è arrivato in alto, raggiungendo uno dei miei attuali idoli calcistici e fantacalcistici, eccone la dimostrazione:


Anche Rodrigo Palacio segue in-coscienza, cosa aspetti?

venerdì 11 novembre 2011

Inchiesta: l'italiano, questo sconosciuto.

Leggendo su Facebook, Twitter, Blog(s) e altro, mi imbatto spesso in orrori che avrei cortesemente evitato, e dei quali avrei fatto volentieri a meno. Con ciò non voglio dire che io e gli altri writers di in-coscienza siamo infallibili, sia chiaro, ma gli errori banali cerchiamo di evitarli.
Eccomi dunque a svolgere con voi un'analisi logico/grammaticale delle migliori perle passatemi sotto gli occhi nell'ultimo periodo.
Primo scempio: "auguratemi l'imbocca al lupo".
Certo che te lo auguriamo, sperando magari che in preda ad una crisi di fame azzanni anche il tuo braccio mentre lo imbocchi (o dovrei dire in bocchi), il lupo, con un bel cucchiaio di pesante e denso minestrone ligure. Ma porca di quella eva (rigorosamente minuscolo, non merita niente), è davvero così difficile scrivere "in bocca al lupo", anche perché se a quest'ultimo augurio si può rispondere "crepi!", al primo cosa dico? S'ingozzi? Boh, mi troverei in difficoltà.
Segue l'"inesperto" utilizzo della doppia zeta, sfociato in un aberrante: "eccezzionale". L'unico, e sottolineo l'unico, legittimato a storpiare la parola eccezionale con qualche zeta in più - che come noto non forse a tutti, in realtà ne contiene una ed una sola - è il "Ras della Fossa" a cui è concesso pure l'utilizzo della u. Eccezzziunale veramente!
Pensavo poi che la gente adulta sapesse correttamente scrivere "qual'è", ed invece me lo ritrovo ancora scritto così. Pur non sia mai morto nessuno nell'utilizzare "qual'è", così scrive l'Accademia del Corn Flakes (ops, della Crusca, non me ne vogliano per la scarsissima battuta), la stessa ritiene che sia ormai graficamente opportuno (e l'ormai è riferito a qualche centinaio di anni fa) preferire il più corretto qual è, per questioni di elisioni, troncamenti & co. che non vi sto a spiegare perché non ne sarei assolutamente in grado in quanto non le ignoro completamente.
Per cortesia, lo insegnano dalla 2a o 3a elementare, potete essere così accorti da non sbagliare? Grazzie.
L'ultima, credevo, cagata è la seguente: "... hanno previsto un all'erta...".
Bene, bene, devo ammettere che su tale termine la mia iniziale ilarità è via via scemata proprio nel ricercare la conferma della mia ragione. Il termine allerta in sè e per sè, effettivamente, non viene neppure considerato dal vocabolario che ho in dotazione ("lo Zingarelli minore" - Zanichelli). Spulciando "su e giù, qua e là" ho scoperto però che non è proprio scorretto utilizzare "all'erta" in funzione di avverbio; come sostantivo, però, ritengo che sia ormai il caso di utilizzare il più comune "allerta". Peraltro, anche sul sesso del vocabolo si discute tanto quanto quello degli angeli. E' maschile o femminile, o mezzo e mezzo? Bah. Io preferirei - come sempre - il femminile, ma, a questo punto, de gustibus.
In conclusione, se voi dovesse eccezzionalmente vedere qualche schempio o qualche parola scritta in italiano scorreggiuto, diteci qual'è, noi cerchiamo comunque di stare all'erta.

giovedì 10 novembre 2011

Pausa Caffé

"Qui lo dico e qui lo dico l'Udinese, quest'anno, non arriva neanche in Europa League!"


(my name is nick)

lunedì 7 novembre 2011

A.a.a. specialista in riapertura manicomi cercasi.


"La vita in Italia è la vita di un paese benestante, tutte le occasioni... questo si dimostra, i consumi non sono diminuiti, i ristoranti sono pieni, gli aerei bisogna, con fatica si riesce a prenotare dei posti, i posti di vacanza nei ponti sono assolutamente iper-prenotati. Ecco, non credo che voi vi accorgiate, andando a vivere in Italia, che l'Italia senta un qualche cosa che possa somigliare a una forte crisi. Non mi sembra."

(04.11.2011 - Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio)

E' superflua ogni mia aggiunta.

domenica 6 novembre 2011

Zena, dovve manca e forse cresce a voentæ.

6.11.2011 - Ore 09.05

Numero 134: iaia.
Numero 135: my name is nick.


La situazione è quella che è, quella che ci si aspettava.
Fango dappertutto, fango veramente ovunque.
Appena arrivati necessitavamo di un incarico. Compito number one: "smantellare" un'abitazione.
Si, smantellare, andare stanza per stanza e gettare dalla finestra (1° piano, eh) tutto quello che era ormai inutilizzabile, ovvero tutto,
La casa nella quale siamo entrati era - imperfetto quanto mai riduttivo per dare il senso della disperazione - la casa di una anziana signora, luogo in cui ha trascorso gran parte della sua vita, fino a quel momento, fino a quel 04.11. Armadi pieni di vestiti, una cucina in disordine, la ciotola del gatto, cassetti pieni di ricordi, tutto buttato su di un camioncino che da lì a poco sarebbe arrivato in una qualche discarica, a gettare e macerare una intera vita. Una sensazione strana, desolante.
Il resto della giornata è stato pressoché un continuum di fango. Sulle mani, nelle scarpe, nelle mutande.
Tra idrovore che succhiavano qualsiasi cosa (nessun doppio senso!), incessanti "bip bip bip" di autocarri con pale che segnalavano la loro retromarcia - prossimi allo svuotamento di qualsiasi cosa vi abbiano gettato e versato dentro -, rumore di vanghe che raschiavano via dall'asfalto quel maledetto nemico, ho capito quanto sia bello vivere per la propria città. E soprattutto vivere per Genova, la città dalla quale non mi staccherò mai, la città di cui sono e sarò perennemente innamorato.
I genovesi - tirchi, chiusi ed egoisti, vero?! - non si sono fatti attendere, né pregare. Chi in Piazza Adriatico, chi in Corso Sardegna, chi in via Nasche e chi, forse con più "coraggio", in via Fereggiano. Tutti a prendere sotto braccio la propria città, ad aiutarla a rimettersi in piedi, a rialzarsi.
Ma non si dica che c'erano eroi oggi, chi è sceso per strada con galosce, mantelle, pantaloni impermeabili e vanghe, semplicemente non era altro che gente normale, anzi normalissima. E come dicevo qui, Genova è Superba ed ha dimostrato una volta in più di esserlo.

Linko una pagina del Tg2, giusto i primi 2 servizi (1 - 2).
E qui il Tg1, 2 servizi (1 - 2). Mi sarei aspettato di peggio, ve lo confesso.
(per entrambi abbiate 30 secondi di pazienza).

sabato 5 novembre 2011

Genova, la "Superba".


Il vento bussa forte alla mia finestra. Apro per permettergli di entrare, di accarezzarmi come di consueto i capelli, increspandoli col salino. Mi avevano però avvertito che il vento del 04 novembre sarebbe stato diverso. Si è infatti mosso rapido, veloce, a prendere per mano nubi scure, grigie, per accompagnarle sopra i cieli di Genova, fermandosi.
Le si potevano vedere lì, sole, in attesa, a guardare in basso, quasi ad aspettare che nessuno le vedesse più, le considerasse, per poter così decidersi a sputare sprezzanti sull'asfalto ed il cemento, ad orinare in qualche angolo, in qualche torrente.
Incessanti, riversavano millimetri e millimetri di liquidi, non fermandosi nemmeno alle suppliche e preghiere di quei piccoli esseri in difficoltà, travolti, abbattuti, annegati.
Le si poteva sentir ridere nei loro scrosci, divertite nello sbattere un'intera città in ginocchio.
La speranza di poter alzare il dito medio, di gridare "non siete riuscite a fotterci!" si frantuma sui bollettini di guerra che viaggiano di radio in radio, di bocca in bocca. Le mani sporche di fango sono alla ricerca di qualcosa, di un movimento, di un qualche segno di vita. In 6 non ce l'hanno fatta, in 6 sono stati ammazzati. Non si è guardato in faccia a nessuno, anziani, donne e... bambini. Abbiamo perso su tutti i fronti.
Genova è una città distrutta, allagata, annegata.
Ma Genova è la Superba, e come tale deve resitere. E' giunto il momento di dimostrare di essere in grado di riprendersi, di rialzarsi, di tornare a vivere come già nel '70.
Il tutto, con l'auspicio che quello stesso vento prenda a calci in culo quelle stesse nuvole bastarde, regalando tranquillità e qualche raggio di sole.

venerdì 4 novembre 2011

Modi di (non) dire.


Premetto che col totale passaggio al digitale terrestre non vedo più La7 ed il tg del Mitraglia.
Premetto che sono costretto a fare zapping tra il Tg1 del sempre più trapassato Minzolini, ed il Tg5 del buon Clemente, cercando, infine, di aggirare con difficoltà (ogni tanto ci casco, tradito dal telecomando del decoder che risponde con qualche secondo di ritardo) il Radio "Lick" dell'Elefantino.
Stanti queste difficoltose premesse, è ovvio che ciò che vedo non è del tutto imparziale.
Ma a prescindere da ciò, mi sono letteralmente rotto i coglioni di vedere in tv certi esponenti politici che altro non sanno fare se non piazzarsi dinnanzi a telecamere pronti a farcire - con la maestria riconosciuta a mia nonna nel fare i ripieni - l'ormai ex tubo catodico con una semplice frase, parafrasata nelle salse (giusto per rimanere in tema cucina) più disparate.
Le forme utilizzate sono svariate. Dal centrista "Berlusconi deve dimettersi", al più imperativo sinistroide "Berlusconi, dimettiti!". Per poi udire un'ammonizione in"dipietresco": "ma che c'azzecca Berlusconi con il governo dell'Italia?!". Per arrivare, infine, al pacato, scandito e sacerdotale tono bersaniano "Berlusconi - si deve - dimettere. Non può - farci fare - ulteriori - figure - barbine".
Il leitmotiv di queste opposizione è, insomma, cosa ve lo ripeto a fare, beh, l'avete capito.
Mi chiedo io, però. Cosa accadrebbe si i leader dell'opposizione, nella formazione meglio vista, si presentassero il più possibile uniti, e davanti ad una tv (magari seduti) esordissero così: "Oggi siamo qui, uniti, per PROPORRE una NOSTRA via d'uscita alla crisi, ALTERNATIVA a tutte quelle promesse e letterine sventagliate ai quattro venti [e bla bla bla]".
Quello che serve sono PROPOSTE ALTERNATIVE, far capire agli italiani che la possibilità di rialzarsi c'è. Ma tutto questo non può essere fatto chiedendo solamente le dimissioni del Presidente del Consiglio. E' necessaria un'azione tangibile, concreta, che possa essere percepita semplicemente come esistente.
E' forse chiedere troppo fare quel passo in più, in avanti?
Rileggendo mi chiedo a cosa sono servite le premesse.

(foto tratta da http://legnostorto.it/interni/la-disunita-d%E2%80%99italia/)

giovedì 3 novembre 2011

Comunicato n. 3: la questione font, James Font.


Cari lettori di in-coscienza,
apprendiamo che vi sono problemi di visualizzazioni dei font scelti dai writers per personalizzare il blog. 

Considerate le nostre scarsissime competenze informatiche - delle vere e proprie pippe, insomma - siamo del tutto impreparati. Tuttavia questa situazione ci fornisce su di un piatto d'argento la possibilità di rompervi una volta di più i vostri sacrissimi corbelli. Perché non coglierla, allora?

Come potete vedere, la prima pagina dispone di una serie di differenti (e per lo più casuali) caratteri:
- HOME BLOG in Carbon Block;
- FACEBOOK in Sybil Green;
- ANOBII in Cena (da leggersi in un italico "cena" o in un anglofono "sina", come il wrestler);
- HERE THE WRITER in Huxtable;
- Tutto il resto in Candy stripe brk.

Ci aspettiamo che le vostre superiori menti partoriscano un "eh, allora?" tra lo scocciato e l'indispettito. Beh, allora la palla passa a voi.

(Punto 1)
Sarebbe utile sapere quanti di voi vedono i caratteri proposti (qeuali) e quanti, invece, vedendo tutto (o in parte) scritto nel più classico dei Times New Roman pensano - anche giustamente - che my name is nick, nello scrivere questo inutile post, si sia (o stia) fumando uno di quei cannoni che rendono anche la simpatica Luciana Littizzetto una figa incredibile (non me ne voglia).

(Punto 2)
Una volta appurato - si spera - che vengono visualizzati più font, suggerite il migliore. Teniamo a precisare che il preferito dalla "redazione" (quale?) è il Candy Stripe Brk (ovverosia il carattere utilizzato per i titoli dei post e per tutto quello che non è né nella "barra dei bottoni", né "Here the writers").

In attesa di un vostro, si spera interessato e numeroso, riscontro, vi invitiamo a continuare a seguire i contenuti del blog. Ciò vuol dire che non avete una beata minchia da fare e che passate il vostro tempo a leggere cotante vaccate. Bravissimi, continuate così.

mercoledì 2 novembre 2011

Soldi ben spesi!


"Le donne erano destinate a soffrire; non c'era da meravigliarsi che volessero sempre grandi dichiarazioni d'amore".

Ma chi sono io per recensire Bukowski?!
Leggetelo e basta...

Le mie prossime letture saranno queste..







Li avete letti?

Che ne dite?

Mi terranno compagnia probabilmente per tutto l'inverno vista la lentezza con cui leggo i libri ultimamente..da agosto ad oggi SOLO due!non é da me..

Cercherò di rimediare!

martedì 1 novembre 2011

Vedo la gente anormale.


Come ho scritto qualche giorno fa su Twitter, "c'è chi vede la gente morta, c'è chi vede la gente scema e c'è chi, come me, vede la gente anormale".
Sempre più spesso mi rendo conto che ciò che mi circonda - il più delle volte - è totalmente estraneo a me. E questa situazione mi irrita.
Attenzione, però: ciò che mi infastidisce sono i più comuni comportamenti che ritengo differenti dal mio modo di essere e pensare. Direte voi, "cazzi tuoi, sei fatto male".
Ed in parte avete ragione. Ma io ritengo che ci siano comportamenti che per loro natura non sono normali, sono strani e privi della benché minima logica.
La teoria è la teoria, la pratica è altra cosa e, dunque, per rendervi più agevole la comprensione esemplifico come farebbe il più ligio dei Prof. (e non me ne voglia chi Prof. è).
1) Se entro in un bagno pubblico e busso ad una porta per vedere se la toilette è libera mi aspetto, se qualcuno è dentro, che risponda "occupato". E' anormale sentire un lamentato "chi è?". Come cazzo puoi tu, dentro al cesso, chiedermi "chi è?".
2) Se mi trovo alla Fnac, reparto libri, con - guarda caso - un libro in mano e mi sento dire "stai guardando un libro?", cosa dovrei rispondere? Spiegatemelo, magari rimanendo in silenzio farei la figura del cafone come nei confronti di quel soggetto di cui al punto 1 che, seduto sulla tazza, sta probabilmente ancora aspettando una risposta.
3) Ci sono poi quelli che si vantano delle loro inutili gesta.
Restare in studio/ufficio fino alle 10 di sera o oltre credo non faccia piacere a nessuno, anzi che sia una grossa rottura di coglioni. Detesto chi esprime continuamente - lamentandosi col sorriso (?) - commenti del genere "orario di uscita dallo studio non pervenuto", "ieri ho fatto chiusura in studio", ecc.. Chi te l'ha chiesto, punto primo. Punto secondo, ti ha obbligato un medico a farlo? Se sì, ne hai tutte le ragioni, viceversa evita di rompere le balle con inutili e noiose uscite.
4) Chi pretende di avere sempre ragione non è normale. O meglio, è normale chi ha una opinione forte e vuole difenderla ad ogni costo ma, una volta davanti all'evidenza ammette di aver sbagliato. Chi, invece, si ostina ad andare dritto per la sua strada è ammirevole per la sua caparbietà ma non è normale (non è normale chi coscientemente sbaglia).
5) Non è normale chi vive di luoghi comuni e pensa sempre che a lui/lei sia successa la tragedia più grossa e te la sbatte in faccia con disgusto, quasi avesse in mano un pesce maleodorante. Tutto poi per cercare - o credere - di essere sempre sul gradino più alto. Ehm, senti caro/a, se sei più sfigato, io che colpa ne ho? Te ne vanti? Beh, è proprio normale chi si vanta di essere sfigato. E, comunque, sappi che chi cade da più in alto si fa sempre più male. Tiè, e vai di luoghi comuni.
Che dire, quindi, ogni volta che mi trovo davanti ad una persona così dentro di me sbrocco. Ho la fortuna, quando voglio, di riuscire a sfoderare la mia maschera da finto accondiscendente o la mia diplomazia. O forse è solo sano menefreghismo. Ma allora perché irritarsi? Boh.
In conclusione, non so perché ho scritto questo post ma, soprattutto, non ho la benché minima idea di cosa vorrebbe significare.

(foto tratta da http://photos-d.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/285341_101145529987483_100617620040274_2739_3401655_s.jpg)